Roma, 24 febbraio 2026 – Nel cuore della stazione di Roma Termini si è aperta una complessa inchiesta giudiziaria che coinvolge agenti delle forze dell’ordine accusati di furto aggravato all’interno del negozio Coin di via Giolitti. Un’indagine che ha portato a 44 persone iscritte nel registro degli indagati, tra cui 21 appartenenti a Polizia Ferroviaria e Carabinieri.
Indagine e numeri dell’operazione
Secondo quanto riportato da fonti investigative, il caso è emerso a seguito di un ammanco di 184mila euro riscontrato durante l’inventario di febbraio 2024, relativo all’anno precedente. Al centro delle accuse vi sarebbe una cassiera del negozio, sospettata di fungere da “talpa” interna: la donna avrebbe prelevato capi selezionati in anticipo, nascosti in un armadio vicino alla sua postazione, rimuovendo placche antitaccheggio e tagliando etichette per agevolare i furti.
Tra gli indagati figurano nove poliziotti, tra cui un primo dirigente della Polfer e vari commissari e agenti, oltre a dodici carabinieri in servizio presso lo scalo ferroviario, tra cui brigadieri, vice brigadieri e appuntati scelti.
La difesa dei carabinieri e il contesto operativo
L’avvocato Andrea Falcetta, difensore di otto carabinieri indagati, ha sottolineato che “i militari sono stati già protagonisti di circa 50 arresti in flagranza di reato e quasi un centinaio di denunce a piede libero nell’ultimo anno, svolgendo anche servizi antitaccheggio in borghese con recupero e restituzione di merce rubata per migliaia di euro”. Il legale ha inoltre evidenziato come le accuse riguardino episodi di valore contenuto, dell’ordine di poche decine di euro, e non un giro illecito da centinaia di migliaia di euro come talvolta riportato dalla stampa.
Questa precisazione pone l’accento sulla complessità del caso e sull’importanza di attendere gli sviluppi giudiziari per chiarire definitivamente le responsabilità. Intanto, l’inchiesta coordinata dall’aggiunto Giovanni Conzo e dal pm Stefano Opilio prosegue con l’obiettivo di fare luce su un episodio che ha scosso la fiducia nelle forze dell’ordine operanti in uno dei principali snodi ferroviari italiani.





