Aosta, 23 gennaio 2026 – Si arricchiscono di nuovi dettagli le indagini sulla tragica notte di Capodanno al Le Constellation di Crans-Montana, dove un incendio ha causato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 119. Al centro dell’inchiesta rimangono i proprietari del locale, Jacques e Jessica Moretti, attualmente gli unici indagati, ma la procuratrice generale del Cantone del Vallese, Béatrice Pilloud, non esclude un possibile ampliamento delle indagini a ulteriori responsabili.
Indagati i proprietari Moretti, ma l’inchiesta può estendersi
In una nota ufficiale, Béatrice Pilloud ha precisato che “attualmente, solo i gestori risultano indagati”. Jacques e Jessica Moretti sono accusati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e incendio colposo per la strage di Crans-Montana. La procura ha annunciato che si riserva il diritto di estendere l’istruttoria a chiunque altro possa avere responsabilità penali. Sono circa 130 le parti offese costituite, assistite da una cinquantina di avvocati.
I Moretti, che hanno rilevato il locale nel 2015, si difendono sostenendo che “tutto è stato fatto secondo le regole”, ricordando i controlli effettuati negli ultimi dieci anni. Jessica Moretti, che si è ustionata al braccio durante il rogo, e suo marito Jacques, che si trovava in un altro ristorante la notte dell’incendio, sono stati interrogati per sei ore dalla Procura di Sion. Jacques è stato posto in carcere, mentre Jessica è agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, considerata meno a rischio e con l’obbligo di accudire il figlio piccolo.
Crans-Montana, il ruolo della procuratrice Béatrice Pilloud e le critiche sull’inchiesta
Béatrice Pilloud, procuratrice generale del Vallese dal gennaio 2024, ha il compito delicato di far luce sulla tragedia. Originaria di Sion e nota per il suo rigore professionale, è al centro di un dibattito pubblico e politico che ne mette in discussione l’opportunità di condurre l’indagine. Alcuni esponenti politici, come Roland Rino Buchel dell’UDC, hanno chiesto un procuratore speciale, citando possibili conflitti di interesse legati all’appartenenza politica di Pilloud e alla vicinanza con il sindaco di Crans-Montana.
Parallelamente, gli avvocati delle famiglie delle vittime denunciano la mancanza di mezzi e risorse adeguate per condurre un’indagine così complessa e delicata, sottolineando la necessità di un impegno straordinario da parte delle autorità cantonali. Intanto, l’inchiesta tecnica prosegue per ricostruire la dinamica dell’incendio e verificare il rispetto delle norme di sicurezza, mentre emergono dettagli inquietanti su precedenti segnalazioni e controlli mancati.






