AtteGenova, 20 gennaio 2026 – Emergono nuove e dettagliate informazioni sull’incendio che nella notte di Capodanno ha devastato il locale Le Constellation a Crans-Montana, in Svizzera, causando la morte di 40 persone e il ferimento di oltre 110, molti dei quali minorenni: tra le vittime italiane, la tragedia ha colpito particolarmente la famiglia di Emanuele Galeppini, giovane promessa del golf italiano, il cui decesso è stato confermato dall’autopsia come causato da asfissia. Nel frattempo, le indagini si allargano e nuove normative sulla sicurezza sono entrate in vigore nel Cantone Vallese.
Crans-Montana, la morte di Emanuele Galeppini e le verifiche in corso
Secondo quanto reso noto dall’autopsia eseguita da periti nominati dalla Procura di Roma, Emanuele Galeppini, il 17enne genovese e campione di golf, è deceduto per asfissia e non per schiacciamento o ustioni, come si era ipotizzato inizialmente. L’esame autoptico, accompagnato da una Tac, è stato condotto dai medici Sabina Strano Rossi, Fabio di Giorgio e Antonio Oliva. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, lesioni gravi e incendio colposo e sta effettuando ulteriori approfondimenti per comprendere la composizione della miscela di fumi tossici inalati dal giovane atleta. Rimane ancora da chiarire se Galeppini si trovasse all’interno o all’esterno del locale al momento dell’incendio.
I genitori del ragazzo, assistiti dagli avvocati Nicola Scodnik e Alessandro Vaccaro, hanno espresso il loro dolore e la difficoltà nel comprendere le dinamiche della morte del figlio, soprattutto in assenza di ustioni sul corpo di Emanuele, che presentava solo alcune escoriazioni. Inoltre, la famiglia ha lamentato la mancanza di tempestive informazioni da parte delle autorità svizzere: il cellulare e i documenti del giovane sono stati ritrovati integri, mentre per due giorni era stata lasciata l’illusione che Emanuele potesse essere tra i feriti, prima che fosse effettuato l’esame del DNA che ne ha confermato il decesso.
Indagini e implicazioni legali: il caso Jacques Moretti e le responsabilità
Parallelamente alle verifiche medico-legali, l’inchiesta giudiziaria in Svizzera si sta concentrando sui mancati controlli di sicurezza nel locale Le Constellation. Il titolare del club, Jacques Moretti, è stato arrestato e il Tribunale di Sion ha convalidato la sua custodia cautelare per tre mesi, motivando la decisione con il rischio di fuga. I magistrati romani hanno annunciato l’invio di una rogatoria alle autorità svizzere per acquisire l’elenco degli indagati e gli atti relativi all’istruttoria. Al momento, il fascicolo aperto in Italia è contro ignoti, ma è prevista l’iscrizione nel registro degli indagati proprio di Jacques e di Jessica Moretti, co-gestore del locale, insieme ad eventuali altre persone coinvolte.
Le testimonianze raccolte dagli inquirenti italiani e svizzeri denunciano l’assenza di uscite di sicurezza chiaramente segnalate nel club e sottolineano come le scale che collegavano il seminterrato all’esterno, dove sono stati trovati accatastati 34 dei 40 corpi, siano state una vera trappola mortale. Il sopralluogo ha evidenziato che durante una ristrutturazione del 2015 la larghezza delle scale era stata ridotta da tre metri a poco più di un metro, fattore che ha aggravato la situazione nell’emergenza.
Inoltre, la normativa cantonale sul tema sicurezza è stata modificata il 1° gennaio 2026, appena prima dell’incendio, con una nuova legge che solleva i comuni da responsabilità civili in caso di inadempienze dei gestori, scaricando su questi ultimi le responsabilità penali e amministrative in modo più incisivo. Questa riforma ha già spinto molti gestori di locali in Svizzera a rivedere i propri impianti e la documentazione di sicurezza, mentre le autorità hanno annunciato ispezioni straordinarie.

Attenzione alta per i feriti gravi dell’incendio
Nel frattempo, l’attenzione resta alta anche per i feriti gravi ancora ricoverati negli ospedali svizzeri e in Italia, come il sedicenne Leonardo Bove, trasportato dall’ospedale di Zurigo al Niguarda di Milano con ustioni su oltre il 50% del corpo e danni da inalazione di fumi tossici.






