Milano, 27 gennaio 2026 – È ripreso oggi in Corte d’Appello a Milano il processo in secondo grado bis nei confronti di un ex sindacalista, accusato di violenza sessuale su una hostess durante un incontro nel 2018 all’aeroporto di Malpensa. Il caso ha suscitato notevole attenzione e polemiche, soprattutto in seguito a due precedenti assoluzioni motivate con la controversa argomentazione che la vittima avrebbe potuto opporsi all’aggressione nel giro di “30 secondi”. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio l’ultimo verdetto, ordinando un nuovo processo a seguito del ricorso presentato dalla Procura generale di Milano.
Cassazione: il ritardo nella reazione non esclude la violenza sessuale
La terza sezione penale della Corte suprema di Cassazione ha evidenziato come il “ritardo nella reazione” della vittima, Barbara D’Astolto, oggi maestra e all’epoca hostess, sia “irrilevante” ai fini della configurazione della violenza sessuale. La Suprema Corte ha sottolineato che la “sorpresa” e il “disorientamento” provocati dagli abusi possono superare la volontà contraria della vittima, mettendola nell’“impossibilità di difendersi”. Secondo la Cassazione, i giudici di merito avevano erroneamente ritenuto che il contatto repentino e insidioso non potesse essere considerato violenza sessuale in assenza di minaccia o abuso di autorità, basando la loro assoluzione sulla presunta possibilità di reazione della donna entro una finestra temporale di “20-30 secondi”.
Nuovo processo e testimonianza della vittima
La Corte d’Appello milanese ha disposto oggi la rinnovazione del processo per risentire in aula la parte civile, che sarà ascoltata nella prossima udienza fissata a febbraio. Barbara D’Astolto, rappresentata dall’avvocato Teresa Manente e supportata dall’associazione “Differenza Donna”, ha espresso soddisfazione per la decisione della Cassazione, che ha confermato come il blocco emotivo e il disorientamento non annullino la gravità della violenza subita. L’ex sindacalista, difeso dall’avvocato Ivano Chiesa, aveva sempre respinto le accuse. Il procedimento giudiziario, che ha già attraversato diversi gradi di giudizio, torna ora al centro dell’attenzione nel capoluogo lombardo, dove si deciderà il futuro dell’imputato e la giustizia per la vittima.






