Roma, 2 aprile 2026 – Il lato più intimo di Papa Francesco emerge nel racconto di Salvatore Cernuzio, giornalista vaticano che ha condiviso con il Pontefice momenti di confidenza e spiritualità. Nel libro “Padre”, in uscita il 7 aprile per Piemme, Cernuzio svela desideri, umorismo e riflessioni di Jorge Mario Bergoglio, fino agli ultimi mesi di vita, offrendo un ritratto umano e profondo del 266º Papa della Chiesa cattolica.
I sogni di viaggio e la sofferenza per la guerra di Papa Francesco
Tra i sogni mai realizzati di Papa Francesco vi erano viaggi in luoghi simbolo di conflitti e sofferenze: la Cina, Mosca, Kiev, il Libano e la parrocchia di Gaza, dove chiamava ogni sera e che desiderava visitare di persona anche quando era già molto malato. Questi desideri raccontano la sua attenzione costante verso le aree di crisi e il suo impegno pastorale nel portare vicinanza e speranza.
Cernuzio ricorda un aneddoto significativo prima di un viaggio in Ucraina, organizzato dalle ambasciate ucraine e polacche presso la Santa Sede, in cui Bergoglio, con il consueto senso dell’umorismo, chiamò il giornalista per dargli “l’assoluzione finale” prima della partenza. Nel “Popecast” realizzato per Vatican News, il Papa confessò la sofferenza che gli provocava vedere le vittime della guerra, “sia russe che ucraine, non mi interessa – disse – è dura”. Un dolore condiviso che rifletteva la sua profonda umanità e il desiderio di pace.
Il Papa manifestò anche una certa delusione per la risposta del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, che, rispondendo a una lettera di Bergoglio, lo indirizzò a parlare con il Patriarca Kirill, quasi riducendo il suo ruolo a quello di un semplice colloquio tra ecclesiastici, sminuendo così il suo contributo diplomatico.
L’umorismo e la simpatia per Giorgia Meloni
Nonostante la gravità dei temi affrontati, Francesco non perse mai il suo senso dell’umorismo. Tra le curiosità svelate da Cernuzio spiccano le battute sul Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, verso la quale nutriva simpatia. Pur non essendo abile con il telefonino, alcune clip visionate lo avevano divertito, come quella in cui Meloni stringeva la mano a Vincenzo De Luca, utilizzando una parola colorita che il governatore della Campania le aveva rivolto.
“Salvatore, l’hai visto quel video? Fortissimo!” – racconta il giornalista, ricordando la risata del Papa. La sua simpatia verso Meloni nasceva anche dal riconoscimento del ruolo di donna e madre giovane, di estrazione popolare, che si era fatta da sola. Un episodio simpatico è quello in cui, vedendo Meloni vestita di bianco agli Stati generali della Famiglia, le chiese se fosse venuta a fare la prima comunione.
Questi racconti restituiscono un’immagine di Bergoglio capace di accostarsi ai personaggi pubblici con umanità e ironia, pur mantenendo una visione profonda e spirituale.
Un legame speciale con Salvatore Cernuzio e la testimonianza di fede
Il rapporto tra Papa Francesco e il giornalista è iniziato nel 2021, durante il viaggio in Iraq, e si è consolidato attraverso lettere, messaggi, incontri e momenti conviviali, come quelli trascorsi a mangiare un gelato insieme. Francesco benediceva con affetto la famiglia di Cernuzio, composta dalla moglie e dai quattro figli piccoli, instaurando un legame che andava oltre la semplice amicizia, toccando anche la dimensione spirituale.
Dal racconto emerge tutta l’umanità del Pontefice argentino, che ha speso energia fino all’ultimo, con il desiderio di compiere ancora un lungo viaggio in Africa, pur escludendo la propria Argentina, perché “c’è qualcosa che non mi torna”.
Un ricordo toccante è quello del 27 marzo 2020, quando Francesco pregò da solo in una Piazza San Pietro vuota e bagnata dalla pioggia, invocando la fine della pandemia di Covid-19. “In realtà pensavo a non scivolare… e poi c’era bisogno davvero di pregare in quel momento”, confessò con il suo tipico umorismo.
Infine, il Papa espresse grande stima per il cardinale Robert Francis Prevost, definendolo “un santo”, e condivise con Cernuzio le sue ultime parole durante un incontro al Policlinico Gemelli: “Sai, qui non si sa come va a finire. Può essere che sì e può essere che… sì. E dato che per me sei un figlio, un nipote, un fratello, ti volevo salutare”.
Il libro “Padre” si pone dunque come una testimonianza preziosa, capace di svelare il volto più caldo e umano di un Papa che ha guidato la Chiesa universale in tempi difficili, segnati da guerre e sofferenze, ma sempre con speranza, umanità e fede.






