Bologna, 20 gennaio 2026 – Il Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) dell’Emilia-Romagna ha annullato il provvedimento con cui il Comune di Bologna aveva istituito la cosiddetta “Città 30”, un piano che prevedeva l’abbassamento del limite di velocità a 30 chilometri orari in diverse zone urbane. La decisione è arrivata a seguito del ricorso presentato dai tassisti, contrari alle nuove misure di regolamentazione del traffico.
Bologna Città 30, annullamento del Piano particolareggiato del traffico urbano
Il Tar ha accolto il ricorso e ha disposto l’annullamento del Piano particolareggiato del traffico urbano, la cosiddetta Città 30, e delle ordinanze che avevano istituito le zone con limite di velocità a 30 km/h. La sentenza sottolinea tuttavia che restano validi tutti gli ulteriori provvedimenti che il Comune di Bologna intenderà adottare per la gestione del traffico cittadino, lasciando quindi aperta la possibilità di nuove misure in futuro.
Reazioni e implicazioni per la viabilità cittadina
Il provvedimento di Bologna, che aveva come obiettivo la riduzione della velocità per migliorare la sicurezza stradale e la qualità della vita, subisce così un importante stop giudiziario. L’annullamento rappresenta una vittoria per le categorie di tassisti che si erano opposte al progetto, evidenziando le difficoltà di conciliare le esigenze degli utenti della strada con le politiche di contenimento del traffico. Il Comune, dal canto suo, dovrà rivedere le proprie strategie, mantenendo l’impegno a garantire una mobilità sostenibile e sicura, ma con strumenti diversi rispetto a quelli adottati finora.






