Catania, 21 gennaio 2026 – Il ciclone Harry ha colpito con violenza il Sud Italia, causando gravi danni soprattutto nelle zone costiere di Sicilia, Calabria e Sardegna. Dopo giorni di mareggiate eccezionali e venti impetuosi, la situazione in molte località si presenta drammatica, con infrastrutture distrutte, abitazioni allagate e interruzioni di servizi essenziali. Nel momento in cui l’intensità del fenomeno meteorologico inizia a diminuire, si avvia la complessa conta dei danni.
Il ciclone Harry, la devastazione sulle coste ioniche e la risposta delle istituzioni
Le coste ioniche della Sicilia risultano tra le più colpite dal ciclone. A Catania, il mare ha invaso le strade, trascinando via parte del lungomare della scogliera di Ognina e depositando grandi quantità di sabbia provenienti dalla spiaggia della Plaia. A Riposto e Stazzo, i muri di alcune abitazioni sono stati abbattuti dalle onde, mentre a San Giovanni Li Cuti è stato distrutto un ristorante storico nella piccola spiaggia locale. Il sindaco di Catania, Enrico Trantino, ha descritto l’evento come un “fenomeno mai visto in 60 anni”, sottolineando la gravità della situazione e l’importanza delle evacuazioni precauzionali che hanno coinvolto decine di famiglie.

Nel messinese, la tratta ferroviaria Messina-Siracusa è stata interrotta a causa della distruzione del terrapieno ferroviario a Scaletta Zanclea. A Taormina, la zona turistica si trova in ginocchio con lidi spazzati dalla furia del mare, mentre a Giardini Naxos è crollata una parte del molo Schisò. Diverse comunità del territorio, incluse le Isole Eolie, sono rimaste isolate e senza luce né acqua.
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha stimato i danni per l’isola in oltre mezzo miliardo di euro e ha annunciato la convocazione di una giunta straordinaria per dichiarare lo stato di crisi. Schifani ha inoltre rivolto un ringraziamento “sentito” a tutte le forze impegnate nell’emergenza, dalla Protezione civile ai volontari, per aver evitato la perdita di vite umane durante la fase più critica.
La situazione in Calabria e Sardegna
Anche in Calabria e Sardegna si registrano situazioni di forte criticità: a Melito Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria, una mareggiata ha causato il crollo di un lungo tratto del lungomare, con danni al muro di contenimento e conseguente chiusura di alcuni tratti costieri per motivi di sicurezza. Il governatore calabrese Roberto Occhiuto ha dichiarato che, fortunatamente, non si registrano vittime né feriti, ma è già cominciata la conta dei danni.
In Sardegna, dove le mareggiate hanno modificato profondamente il paesaggio delle spiagge più frequentate come quella di Pittulongu a Olbia, sono in corso chiusure di strade provinciali e statali a causa di esondazioni e frane. L’assessore sardo al Bilancio, Giuseppe Meloni, ha sottolineato l’importanza di un intervento rapido da parte del governo con la dichiarazione dello stato di emergenza e l’erogazione delle risorse necessarie per la ricostruzione.
Allerta meteo e misure precauzionali
Per giorni le autorità hanno mantenuto uno stato di allerta rossa nelle tre regioni, con la Protezione civile che ha sollecitato ordinanze di evacuazione in diversi comuni costieri. In Sicilia, sono state evacuate circa 190 persone, tra cui 32 ospiti di una RSA a Giampilieri Marina, trasferiti in strutture sicure o accolti da parenti. A Catania e in altri comuni sono stati predisposti sgomberi nelle frazioni più esposte al rischio. Anche nel Siracusano, a Pachino, Marzamemi e contrada Granelli, sono state adottate misure simili.
Tra gli episodi più critici, a Santa Teresa di Riva si è aperta una voragine lungo il lungomare in cui è finita un’auto in transito; il conducente è stato soccorso e trasportato in ospedale. Un’ambulanza intervenuta sul posto è stata investita da un’onda, senza però riportare feriti tra i soccorritori.
Il fiume Agrò è esondato in territorio di Sant’Alessio Siculo, con conseguente chiusura della Statale 114. Sul versante montano dell’Etna, una famiglia di turisti è stata salvata dai soccorritori nonostante le condizioni estreme, con neve alta fino a 1,5 metri.
In Sardegna la situazione è migliorata con il ritrovamento dei due pastori isolati dall’esondazione del rio Margiani a Urzulei. Tuttavia, persistono disagi dovuti a frane e esondazioni in diverse zone dell’isola.
Anche in Calabria sono numerosi i danni causati dal maltempo e dalle mareggiate, con interruzioni stradali e danni alle infrastrutture costiere. Le autorità mantengono alta la guardia mentre lo stato di allerta scende da rosso a giallo in Calabria e Sardegna, e a verde in Sicilia.





