La possibile partecipazione degli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti alle operazioni di sicurezza in Italia durante i Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 ha acceso un acceso confronto politico e istituzionale. L’agenzia americana ha chiarito che il proprio personale collaborerà con il Servizio di Sicurezza Diplomatica degli Stati Uniti e con le autorità italiane esclusivamente per attività di monitoraggio e prevenzione dei rischi legati alla criminalità transnazionale, escludendo qualsiasi intervento in materia di controllo dell’immigrazione sul territorio italiano.
Le critiche dell’opposizione e le reazioni politiche
Tra le voci più critiche c’è quella del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha espresso una netta contrarietà alla presenza di agenti Ice in Italia. In un post su Facebook, Conte ha ricordato i controversi precedenti dell’agenzia negli Stati Uniti, parlando di episodi di violenza e abusi, e ha chiesto all’esecutivo di assumere una posizione chiara: “Dopo le nostre proteste, il nostro Governo aveva provato a minimizzare, ma queste ultime dichiarazioni parlano chiaro sulla determinazione dell’ICE di venire a garantire ‘sicurezza’ anche in Italia. Basta con gli inchini, mettiamo anche i nostri paletti. Il Governo Meloni prenda decisioni chiare”.
Sulla stessa linea si sono espressi altri esponenti politici. Matteo Richetti, capogruppo di Azione alla Camera, ha definito “inaccettabile” l’eventuale presenza dell’ICE, richiamando le polemiche sulle modalità operative dell’agenzia negli Stati Uniti. Maurizio Lupi, presidente di Noi moderati, ha invece sottolineato come la sicurezza dei grandi eventi internazionali sia storicamente affidata alle forze di polizia italiane, giudicando il coinvolgimento degli agenti americani “superfluo e inopportuno”.
Ancora più duro il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha definito l’ICE una “milizia che uccide” e ha invocato un intervento deciso del Governo: “Io da italiano prima ancora che da cittadino milanese non mi sento tutelato da Piantedosi, che dice che se anche dovessero venire gli agenti dell’Ice per i Giochi olimpici che problema c’è”.
Il chiarimento dell’ICE e il perimetro dell’intervento
A fronte delle polemiche, un portavoce dell’ICE ha precisato all’Afp che l’agenzia non svolgerà alcuna attività di controllo sull’immigrazione in Italia. In particolare, la divisione Ice Homeland Security Investigations fornirà supporto tecnico al Servizio di Sicurezza Diplomatica degli Stati Uniti e collaborerà con le autorità italiane per individuare e mitigare i rischi legati alle organizzazioni criminali transnazionali.
Secondo il comunicato ufficiale, tutte le attività si svolgeranno in coordinamento con le istituzioni italiane e senza interferire con le competenze nazionali in materia di ordine pubblico o politiche migratorie.
Le petizione contro la presenza dell’ICE
Nel frattempo, ha raggiunto e superato quota 15mila firme la petizione contro la presenza ufficiale degli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) in occasione dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026.
La petizione, promossa da Francesco Ascioti, segretario di Milano in Azione, chiede che agli agenti dell’ICE venga negato l’accesso in qualità ufficiale o operativa ai Giochi Olimpici, consentendo loro di partecipare solo a titolo individuale e turistico. Secondo Ascioti, la presenza di questa agenzia statunitense, spesso criticata per presunte violazioni dei diritti umani, potrebbe compromettere i valori universali di unità, rispetto e pace che i Giochi dovrebbero incarnare.
“Numerosi rapporti di organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno documentato pratiche di detenzione e deportazione considerate inumane e non conformi agli standard internazionali”, ha sottolineato Ascioti, spiegando che l’eventuale partecipazione ufficiale degli agenti ICE rischierebbe di legittimare tali pratiche, macchiando l’immagine di un evento sportivo di portata globale.






