Roma, 2 febbraio 2026 – Un grave attacco informatico di tipo ransomware ha colpito l’Università La Sapienza di Roma, compromettendo diversi sistemi e servizi dell’ateneo. La notizia è stata confermata da fonti ufficiali che segnalano l’intervento immediato degli esperti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, che collaborano con i tecnici dell’università per ripristinare la normale operatività dei server.
Cos’è un attacco ransomware e come opera
Il ransomware è un software malevolo che prende in ostaggio i dispositivi digitali, bloccandone l’accesso o criptando i dati contenuti, per poi richiedere un riscatto (ransom) in cambio dello sblocco. Questo tipo di attacco è particolarmente insidioso perché, oltre a paralizzare sistemi informatici fondamentali, può causare danni economici e di reputazione alle istituzioni colpite. La richiesta di pagamento appare solitamente in una finestra automatica sullo schermo, con un tempo limitato per effettuare il versamento, pena la perdita definitiva dei dati.
Gli attacchi ransomware si diffondono principalmente tramite email, sms o messaggi contenenti link o allegati malevoli, che spesso sembrano provenire da fonti affidabili. È importante sottolineare che ogni dispositivo infettato può a sua volta contagiare altri dispositivi attraverso sincronizzazioni, cloud o rubriche di contatti, amplificando così la portata dell’attacco.
Potrebbe interessarti anche questo articolo: Nasce PromptLock, il malware che usa l’IA per reinventare i ransomware






