Roma, 7 aprile 2026 – La fase finale dell’esame del decreto Sicurezza è in corso presso la commissione Affari costituzionali del Senato, con l’obiettivo di completare al più presto l’iter legislativo prima del termine per la conversione, fissato al 24 aprile. Il testo, che dovrà poi essere esaminato in seconda lettura dalla Camera, è oggetto di un acceso confronto politico, complicato dall’ostruzionismo delle opposizioni che hanno presentato oltre mille emendamenti.
Modifiche al decreto per il divieto di porto di coltelli fuori casa
Tra le disposizioni più discusse vi è quella contenuta nell’articolo 1, che introduce sanzioni per il porto fuori dall’abitazione di coltelli con lama pieghevole di almeno cinque centimetri, a un taglio e a punta acuta, inclusi i coltelli “a farfalla” o camuffati, prevedendo multe significative e addirittura la reclusione fino a tre anni, come stabilito dal decreto-legge n. 23 del 24 febbraio 2026. La norma, pensata per contrastare la diffusione di armi da taglio e incrementare la sicurezza urbana, ha però sollevato preoccupazioni per la sua formulazione ampia e generica, che rischia di colpire anche chi utilizza coltelli per motivi professionali o hobbistici, come pescatori o escursionisti.
Il governo è quindi al lavoro su una riformulazione che preveda deroghe specifiche, con l’intento di tutelare chi ha una giustificazione evidente e di individuare luoghi in cui il divieto non si applica. Considerata la complessità e la resistenza delle opposizioni in commissione, è probabile che l’emendamento correttivo venga presentato direttamente in aula.
Il ruolo di Alberto Balboni e il contesto parlamentare
Il presidente della commissione Affari costituzionali, Alberto Balboni, senatore di Fratelli d’Italia eletto in Emilia-Romagna, ha espresso dubbi sulla possibilità di terminare l’esame nel breve tempo disponibile, sottolineando che se l’ostruzionismo dovesse persistere, il decreto potrebbe approdare in aula senza mandato al relatore. Balboni, avvocato e politico di lunga esperienza parlamentare, ricopre un ruolo cruciale nella gestione dei lavori e nella mediazione tra maggioranza e opposizione.
Il decreto-legge n. 23/2026, pubblicato il 26 febbraio in Gazzetta Ufficiale, introduce inoltre altre misure di contrasto alla violenza giovanile e all’uso di armi improprie, potenziando i poteri di prevenzione delle forze dell’ordine nelle manifestazioni pubbliche, inasprendo le pene per il possesso illecito di strumenti atti ad offendere e prevedendo sanzioni a carico dei genitori di minori coinvolti in reati analoghi. Queste novità si inseriscono in un più ampio quadro di politiche volte a rafforzare la sicurezza urbana e il mantenimento dell’ordine pubblico.






