Milano, 20 febbraio 2026 – In seguito alla nomina dell’amministratore giudiziario per Foodinho, la società milanese facente parte del gruppo spagnolo Glovo, coinvolta in un’indagine per caporalato, l’azienda ha rilasciato una dichiarazione ufficiale per chiarire la propria posizione e rispondere alle accuse.
Glovo risponde all’indagine: compensi equi per i rider
Glovo prende atto della decisione del gip di Milano che ha convalidato il controllo giudiziario disposto dalla Procura, ma sottolinea come né il Tribunale né la Procura abbiano ordinato all’azienda di assumere 40.000 rider, smentendo così alcune interpretazioni mediatiche inesatte. L’azienda si impegna a collaborare attivamente con le autorità, fornendo tutti i dati e i fatti necessari per dimostrare che i rider ricevono un compenso equo, conforme a tutte le normative vigenti.
La società ha inoltre ribadito la propria disponibilità a un dialogo costruttivo con la magistratura durante l’intero iter investigativo, confermando il proprio impegno a rispettare le leggi italiane e le disposizioni in materia di lavoro.
Il ruolo e le condizioni dei rider in Italia
I rider sono lavoratori che effettuano consegne a domicilio, principalmente di cibo, utilizzando biciclette o motocicli. In Italia, il loro inquadramento giuridico ha subito diverse evoluzioni: sebbene spesso considerati lavoratori autonomi per la flessibilità degli orari, la normativa italiana e le pronunce giurisprudenziali recenti riconoscono loro anche alcune tutele tipiche del lavoro subordinato, soprattutto in tema di sicurezza e retribuzione.
Dal 2025, sia Glovo che altre piattaforme come Deliveroo hanno adottato il modello Free Login, che elimina ogni forma di valutazione statistica delle performance dei rider, garantendo maggiore autonomia e riducendo pressioni legate a punteggi e classifiche. Questo passo è stato accolto come un miglioramento significativo nelle condizioni lavorative dei ciclofattorini.
In questo contesto, le indagini in corso su Foodinho rappresentano un momento cruciale per fare chiarezza sulle modalità di gestione del personale da parte delle piattaforme digitali e sulle garanzie offerte ai lavoratori impegnati nel settore delle consegne a domicilio.

