Bari, 7 aprile 2026 – Questa mattina è salpata dal porto di Bari un’imbarcazione con a bordo sei volontari italiani, diretta verso la Sicilia per unirsi alla Global Sumud Flotilla, la grande missione umanitaria che a fine mese partirà verso la Striscia di Gaza con l’obiettivo di rompere il blocco israeliano e portare aiuti fondamentali alla popolazione palestinese.
La partenza da Bari e il sostegno istituzionale
La partenza è stata preceduta da una conferenza stampa presso il faro di San Cataldo, a Bari, alla quale hanno preso parte rappresentanti dei collettivi Global Sumud Flotilla, Gaza Freestyle e Global Movement for Gaza Puglia. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha sottolineato il ruolo della città come “città operatrice di pace” e ha evidenziato l’importanza di questa seconda missione della flottiglia, “in un contesto internazionale che si è ulteriormente aggravato”. L’assessore alla Legalità, Nicola Grasso, era anch’egli presente all’evento.
L’attivista barese Tony Lapiccirella, della Global Sumud Flotilla, ha dichiarato che il viaggio vuole arrivare a Gaza “non solo fisicamente, ma anche politicamente e umanamente”, per dare visibilità alla volontà del popolo italiano di non essere coinvolto in una guerra guidata da interessi che mettono a rischio la sicurezza e la vita di intere popolazioni. Lapiccirella ha inoltre ribadito che la missione non è meramente dimostrativa, ma rappresenta “azioni concrete di solidarietà verso un popolo che sta soffrendo, per il quale non si intravedono prospettive di pace”.
La Global Sumud Flotilla: una missione internazionale di solidarietà
La Global Sumud Flotilla è un’iniziativa umanitaria internazionale nata nel 2025, che coinvolge attivisti e volontari da oltre 67 paesi con più di 15.000 partecipanti registrati. La missione si propone di sfidare il blocco navale imposto da Israele sulla Striscia di Gaza, consegnare aiuti urgenti come cibo e medicinali e stabilire una presenza civile permanente per supportare la ricostruzione di infrastrutture e servizi essenziali, come ospedali e scuole.
Per la primavera 2026, la flottiglia prevede la mobilitazione di oltre 100 imbarcazioni e migliaia di persone, tra cui operatori sanitari, educatori, esperti legali, ecocostruttori e protettori civili non armati. Tutti i partecipanti si impegnano a rispettare principi di nonviolenza e cooperazione con le comunità palestinesi.
La missione è organizzata attorno a sei obiettivi principali: rompere l’assedio illegale, fornire aiuti salvavita, stabilire una presenza civile disarmata di protezione, supportare la ricostruzione, denunciare la complicità internazionale e stimolare azioni globali di solidarietà.
Questa spedizione, oltre a rappresentare un gesto di solidarietà, mira a creare un corridoio di libertà e sovranità per il popolo palestinese, contrastando un sistema di controllo che rende Gaza una delle più grandi prigioni a cielo aperto del mondo.
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