Roma, 28 gennaio 2026 – Prosegue la mobilitazione per il referendum sulla riforma della giustizia: questa mattina il Comitato dei quindici promotori ha depositato presso l’Ufficio centrale per i referendum della Corte di Cassazione un corposo pacchetto di firme, che supera le 550mila sottoscrizioni. L’iniziativa rappresenta un passo fondamentale per l’avvio della consultazione popolare, prevista per i prossimi mesi, e testimonia l’ampio coinvolgimento civico intorno alla questione giudiziaria.
La raccolta firme: numeri e modalità

Il portavoce del Comitato, Carlo Guglielmi, ha illustrato i dati della raccolta: “Abbiamo raccolto 550mila firme attraverso la piattaforma online, alle quali si sommano diverse decine di adesioni su supporto cartaceo”. Questa doppia modalità di sottoscrizione, digitale e tradizionale, ha permesso di raggiungere un ampio bacino di cittadini interessati a esprimersi sul tema della riforma della giustizia. Il deposito delle firme presso Palazzo Cavour rappresenta un momento formale e cruciale per la validazione da parte della Corte di Cassazione, che dovrà verificare la regolarità delle sottoscrizioni prima di autorizzare la convocazione del referendum.
Il ruolo e la natura giuridica del Comitato promotore
Il Comitato promotore, secondo l’ordinamento civile italiano, è un organismo formato da una pluralità di persone che perseguono uno scopo di pubblica utilità attraverso la raccolta di fondi e sottoscrizioni a sostegno di iniziative di interesse collettivo. Sebbene non sia una persona giuridica riconosciuta automaticamente, il comitato gode di una certa autonomia patrimoniale e può agire legalmente, anche in giudizio, attraverso il proprio presidente. La disciplina dei comitati è contenuta negli articoli 39-42 del Codice civile, che ne definiscono l’atto costitutivo e le modalità di gestione.
Nel caso specifico, il Comitato che ha promosso il quesito referendario si è mosso con trasparenza e coordinamento, affidando a un portavoce – Carlo Guglielmi – il compito di rappresentare pubblicamente l’iniziativa. Questo assetto garantisce responsabilità e chiarezza nella gestione delle firme e nella conduzione della campagna referendaria.
L’avanzamento dell’iter referendario giunge in un clima di forte dibattito, alimentato anche da polemiche: da un lato, il Comitato per il No denuncia un indebolimento dell’autonomia della magistratura con la riforma Nordio; dall’altro, i sostenitori del Sì respingono tali accuse, riaffermando il mantenimento dell’indipendenza giudiziaria sancita dalla Costituzione. Nel frattempo, la raccolta firme continua a essere un indicatore importante della partecipazione popolare e del coinvolgimento civico su un tema di grande rilevanza per il sistema giuridico italiano.
Fonte: Stefano Chianese - Referendum, depositate in Cassazione oltre 550mila firme per il nuovo quesito






