Palermo, 15 ottobre 2025 – È al centro di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Palermo, coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia, un noto imprenditore palermitano, Giuseppe Piraino, impegnato nella lotta contro la mafia, indagato per una presunta truffa legata ai bonus edilizi. Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza, hanno portato al sequestro preventivo di beni per circa 3,5 milioni di euro e ipotizzano reati di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e indebita compensazione di crediti inesistenti.
Indagine sulla truffa ai bonus edilizi: il caso di Giuseppe Piraino
L’imprenditore Giuseppe Piraino, già simbolo della città per aver denunciato un tentativo di estorsione, è ora accusato di aver realizzato 15 truffe connesse ai bonus edilizi. Piraino, legale rappresentante della società edile La Mosina Costruzioni srl, aveva ricevuto attestati di solidarietà dalla società civile e dalla politica dopo la sua denuncia contro il racket. Recentemente ha aderito al movimento Controcorrente, fondato dall’ex Iena e deputato regionale Ismaele La Vardera.
L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza, ha quantificato in circa 7 milioni di euro i bonus edilizi inesistenti complessivamente coinvolti, di cui 3,5 milioni sottoposti a sequestro preventivo. Secondo l’accusa, l’imprenditore avrebbe utilizzato crediti d’imposta fittizi per ottenere indebite agevolazioni fiscali, sfruttando il sistema dei bonus facciate e altri incentivi edilizi.
Contesti e analogie nelle frodi sui bonus edilizi in Italia
Parallelamente, altre indagini in Italia hanno evidenziato meccanismi simili di frode ai danni dello Stato. A Padova, per esempio, la Guardia di Finanza ha sequestrato beni per 2 milioni di euro a un imprenditore di 57 anni coinvolto in un sistema che ha generato crediti d’imposta inesistenti per lavori edilizi mai realizzati. Le indagini hanno messo in luce come le società coinvolte non disponessero né delle risorse né delle strutture per eseguire i lavori dichiarati, coinvolgendo ignari cittadini e producendo un illecito profitto di oltre un milione di euro.
Anche in provincia di Messina, le Fiamme Gialle hanno eseguito sequestri per oltre un milione e duecentomila euro, riguardanti una frode complessa che ha coinvolto bonifici esteri e operazioni di autoriciclaggio, con crediti d’imposta fittizi relativi a bonus facciate, sismabonus e bonus ristrutturazione.
Il procuratore Maurizio de Lucia, con una lunga esperienza nel contrasto alla mafia e ai reati economici, coordina le indagini a Palermo, confermando l’importanza di un controllo rigoroso sulle misure di sostegno al settore edilizio per evitare infiltrazioni criminali e frodi ai danni della collettività.
