Roma, 26 gennaio 2026 – In vista delle celebrazioni del Giorno della Memoria, la Questura di Roma ha vietato un presidio annunciato a favore della causa palestinese davanti alla sede nazionale del Partito Democratico (PD) in piazza Sant’Andrea delle Fratte. Il provvedimento, firmato dal questore Roberto Massucci, si basa sull’assenza di un formale preavviso e sull’inidoneità del sito per ospitare la manifestazione, soprattutto in coincidenza con una ricorrenza così significativa.
Divieto del presidio pro-Palestina davanti al PD
La Questura di Roma ha sottolineato che non è stato presentato alcun preavviso all’Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza per l’iniziativa, la quale si ispirava alla contestazione del Partito Democratico. Tra i firmatari del disegno di legge contro l’antisemitismo vi è il senatore Graziano Delrio, esponente del PD, e la manifestazione avrebbe sostenuto la causa palestinese proprio in concomitanza con il Giorno della Memoria, giornata dedicata al ricordo delle vittime dell’Olocausto.
Il questore ha motivato il divieto con la necessità di tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza, considerata la delicatezza del luogo e del momento commemorativo. La scelta del sito, a ridosso della sede di uno dei principali partiti italiani, è stata ritenuta inadeguata per ospitare una manifestazione con tematiche così controverse in una data così sensibile.
Mobilitazioni e tensioni in Italia per il conflitto israelo-palestinese
Negli ultimi mesi, in altre regioni italiane, in particolare nel Veneto, si sono registrate numerose manifestazioni e scioperi in solidarietà con la Flotilla e la popolazione di Gaza. A Padova, circa 30mila persone hanno partecipato a un corteo unitario, che ha visto momenti di tensione e l’uso di lacrimogeni e idranti da parte della polizia durante uno scontro con i manifestanti diretti all’interporto. Anche a Venezia, Vicenza, Verona, Treviso e Belluno si sono svolte mobilitazioni di massa, con blocchi stradali e ferroviari.
I sindacati hanno promosso uno sciopero generale, mentre alcuni esponenti politici e istituzionali hanno condannato ogni forma di violenza e sottolineato l’importanza del diritto a manifestare nel rispetto della sicurezza pubblica.






