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Giorno della Memoria: le dichiarazioni e il ricordo delle istituzioni

Giorno della Memoria: le principali cariche dello Stato e il mondo dello sport rinnovano l’impegno contro antisemitismo e odio

by Federico Liberi
27 Gennaio 2026
Il ricordo delle istituzioni nel Giorno della Memoria

Il ricordo delle istituzioni nel Giorno della Memoria | Pixabay @Maxiphoto - alanews

Roma, 27 gennaio 2026 – In occasione del Giorno della Memoria, istituito per commemorare le vittime dell’Olocausto, in tutta Italia si sono svolte numerose iniziative e riflessioni dedicate al ricordo e all’impegno civile affinché simili tragedie non si ripetano mai più. Il 27 gennaio, data simbolo della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa nel 1945, rappresenta un momento di profonda riflessione sulle atrocità della Shoah e sulle responsabilità collettive.

Giorno della memoria: il ricordo come impegno civile e culturale

La segretaria generale della Cisl Scuola, Ivana Barbacci, ha sottolineato l’importanza di un impegno attivo e consapevole: “Abbiamo voluto attraversare i luoghi simbolo dell’Olocausto con la consapevolezza di vivere oggi un momento molto difficile per l’umanità. Un momento che ci spinge ancor più a non cadere nell’oblio dell’indifferenza, un impegno che sentiamo nostro come cittadini e in modo particolare come gente di scuola”.

Barbacci ha inoltre evidenziato come la presenza di molti giovani in visita ai campi di sterminio rappresenti un motivo di speranza, poiché essi richiamano con forza le tragedie contemporanee e confermano la necessità di mantenere vivo il ricordo per sostenere la lotta contro ogni forma di violenza, discriminazione e tirannia.

In linea con questo messaggio, la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, ha ricordato che custodire la memoria della Shoah è “un impegno che va rinnovato ogni giorno, affinché un abominio simile non accada mai più”, invitando a contrastare l’odio e l’intolleranza soprattutto nelle scuole e nei luoghi di lavoro, per difendere i diritti umani e i valori democratici.

Le voci delle istituzioni e della politica

Il significato profondo del Giorno della Memoria è stato ribadito da numerosi esponenti istituzionali e politici. Nicola Fratoianni, leader di Sinistra Italiana, ha definito il “mai più” non come una semplice formula ma come un “impegno concreto e quotidiano”, sottolineando la necessità di resistere “all’odio, alla violenza, alla discriminazione, al razzismo” e di mantenere sempre alta la vigilanza contro ogni forma di atrocità umana.

Anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha ricordato la Shoah come “la più grande tragedia del Novecento”, invitando a rinnovare ogni giorno la memoria e a contrastare con fermezza i rigurgiti razzisti, antisemiti e antisionisti che ancora oggi si manifestano.

Debora Serracchiani, responsabile giustizia nella segreteria del Partito Democratico, ha evidenziato come il ricordo della Shoah sia “parte essenziale della nostra coscienza democratica”, richiamando i valori fondamentali della Costituzione italiana che si fonda sul rifiuto dell’odio e di ogni discriminazione.

Il presidente dei senatori Pd, Francesco Boccia, ha sottolineato che “senza memoria non c’è futuro” e che combattere l’antisemitismo e ogni forma di intolleranza è un dovere incessante, mentre Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, ha insistito sull’urgenza di approvare una legge specifica contro l’antisemitismo, in risposta all’aumento di episodi di odio contro la Comunità ebraica.

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha affermato che la memoria della Shoah deve tradursi in un impegno quotidiano per estirpare le radici dell’odio e costruire una società basata sul rispetto, l’eguaglianza e la giustizia, contrastando ogni forma di revisionismo e discriminazione.

Le parole di Giorgia Meloni in occasione del Giorno della Memoria

In occasione del Giorno della Memoria, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha rilasciato una dichiarazione forte e incisiva per commemorare l’ottantunesimo anniversario della liberazione di Auschwitz.

Meloni ha ricordato che l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, avvenuto l’27 gennaio 1945, ha svelato al mondo l’abisso della Shoah, la più grande macchina di morte mai concepita nella storia dell’umanità. “Milioni di persone furono strappate dalle loro case e uccise nei campi di sterminio solo per la loro religione ebraica”, ha sottolineato la premier, definendo il piano nazista “un disegno diabolico con l’obiettivo di cancellare ogni traccia degli ebrei dall’Europa”.

La presidente ha puntato l’attenzione anche sulla complicità del regime fascista italiano: “Nel Giorno della Memoria rinnoviamo la condanna della complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti e nelle deportazioni, un capitolo oscuro della storia italiana sigillato dall’infamia delle leggi razziali del 1938”. Meloni ha inoltre ricordato il coraggio dei Giusti di ogni Nazione, che rischiarono la vita per salvare vite innocenti.

Nel suo discorso, Meloni ha evidenziato come l’antisemitismo non sia stato ancora sconfitto, definendolo “un morbo che è tornato a diffondersi con forme nuove e virulente”. Ha ribadito la volontà del governo di combattere ogni forma di questa piaga sociale, che mina i principi di libertà e rispetto alla base della convivenza civile.

Giorno della memoria: celebrazioni e momenti di ricordo in Italia

A Napoli, in occasione della Giornata della Memoria, si sono svolte due cerimonie solenni: una a largo Luciana Pacifici, intitolato alla più giovane vittima napoletana del nazifascismo, e un’altra in piazza Bovio, luogo in cui sono presenti le pietre di inciampo. Tuttavia, per la prima volta dall’insediamento dell’amministrazione comunale guidata da Gaetano Manfredi, non ha partecipato la comunità ebraica. Il sindaco ha definito la memoria “un potente antidoto e un monito agli uomini affinché l’impegno civile aiuti a combattere tutte le forme di discriminazione e odio”.

Presso il Senato della Repubblica, le bandiere sono state tenute a mezz’asta per tutta la giornata, a simboleggiare il lutto e il rispetto per le vittime della Shoah.

Il ministro per lo Sport e per i Giovani, Andrea Abodi, ha ricordato come lo sport possa essere veicolo di valori quali la condivisione e il rispetto, sottolineando l’importanza del “Viaggio nella Memoria” ad Auschwitz, promosso per la terza volta con la partecipazione di atleti, giovani e rappresentanti istituzionali.

Cerimonia all’ex Ghetto di Roma: parole di impegno e riflessione

La cerimonia romana ha visto la partecipazione del presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, della presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei), Noemi Di Segni, e del direttore dell’Ufficio rabbinico, Rav Jacov Di Segni. Presenti anche il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, la vicesindaca della Capitale, Silvia Scozzese, e la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli.

Durante l’evento, Scozzese ha ricordato l’importanza di mantenere Roma come città inclusiva, capace di accogliere tutti, affinché tragedie come la Shoah non si ripetano. “Oggi è un momento in cui ricordiamo un episodio tragico, una ferita della nostra città”, ha affermato. Angelilli ha definito la giornata come un momento di “condivisione e grandissima commozione”, ma anche un’occasione per educare i giovani al “mai più” di violenza, persecuzione e odio.

A Milano cresce la preoccupazione per l’antisemitismo

In contemporanea, a Milano, la Comunità ebraica ha deposto corone davanti all’ex albergo Regina, ex sede del comando delle SS durante la Seconda Guerra Mondiale. La vicepresidente della Comunità ebraica milanese, Dalia Gubbay, ha espresso preoccupazione per l’aumento degli episodi di antisemitismo in città: “Come ebrea a Milano non ho paura, ma siamo preoccupati. Molti di noi hanno paura a uscire con simboli ebraici”. Gubbay ha chiesto un sostegno costante durante tutto l’anno e non solo in occasione della giornata commemorativa.

Testimonianze dal passato e riflessioni attuali

Edith Bruck, scrittrice e sopravvissuta ai lager nazisti, ha raccontato in un’intervista la sua esperienza personale, ricordando il dolore della separazione dalla madre ad Auschwitz e il difficile ritorno nel suo villaggio, segnato dall’ostilità. Bruck ha spiegato come abbia scelto di non alimentare l’odio né la vendetta, arrivando persino ad aiutare soldati tedeschi in fuga. Ha inoltre evidenziato il valore della lingua italiana come simbolo di libertà e rinascita.

Tags: Giorno della MemoriaPrimo Piano

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