Roma, 27 gennaio 2026 – Nel corso della seduta odierna del Senato della Repubblica, il presidente Ignazio La Russa ha aperto i lavori con un richiamo solenne alla memoria della Shoah, in occasione del Giorno della Memoria, commemorato proprio oggi, 27 gennaio. Accanto a lui, seduta in Aula al suo posto d’onore, la senatrice a vita Liliana Segre, superstite dell’Olocausto e testimone vivente di uno dei capitoli più tragici della storia contemporanea.
Il discorso di Ignazio La Russa: memoria come fondamento di verità e pace

Il presidente del Senato ha rivolto un appello affettuoso ai colleghi, invitandoli a salutare la senatrice Segre e a riflettere sul significato profondo di questa giornata. “È un anniversario doloroso, che ci invita a riflettere su alcune delle pagine più crudeli del secolo scorso. L’orrore delle leggi razziali, dei campi di concentramento e dello sterminio freddo e programmato di quasi 6 milioni di ebrei, e non solo, deve rimanere scolpito nelle nostre coscienze”, ha sottolineato La Russa. Ha poi espresso “a nome mio personale e di tutto il Senato, un commosso pensiero di vicinanza e amicizia alla comunità ebraica italiana e internazionale.”
Nel suo intervento, La Russa ha definito la memoria della Shoah come “un prezioso strumento di verità, di rispetto, di pace e dialogo tra popoli e nazioni“, rimarcando l’importanza di tramandare questo ricordo alle future generazioni come base imprescindibile per i valori di giustizia, libertà e rispetto della dignità umana, cardini della Costituzione italiana.
Riconoscendo inoltre il lavoro della Commissione Affari Costituzionali, il presidente del Senato ha auspicato che l’Aula concluda entro febbraio l’esame delle nuove norme contro l’antisemitismo, “contrapponendo la forza della memoria all’ignoranza e all’indifferenza che alimentano odio, razzismo e antisemitismo“. Ha inoltre richiamato l’attenzione sui pericoli attuali, citando chi nega il diritto di esistenza di Israele e invitando a non voltarsi dall’altra parte dinanzi a tali minacce.
Liliana Segre, testimone viva della Shoah
Nata a Milano nel 1930, Liliana Segre è stata deportata ad Auschwitz a soli tredici anni, unica sopravvissuta della sua famiglia tra i pochi bambini italiani deportati. Dopo decenni di silenzio, dagli anni Novanta ha iniziato a raccontare la sua esperienza per sensibilizzare le giovani generazioni contro il razzismo e l’indifferenza. Nominata senatrice a vita nel 2018 dal presidente Sergio Mattarella “per avere illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo sociale”, Segre è anche presidente della Commissione straordinaria per il contrasto dell’intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza.
Nel corso della giornata odierna, ha condiviso il ricordo con La Russa e altri testimoni diretti della Shoah, come Sami Modiano, sottolineando che “abbiamo il dovere di camminare insieme sulla strada della memoria, rendendo onore alle tante vite spezzate dall’Olocausto e costruendo un futuro di pace e rispetto per tutte le comunità“.
La presenza in Aula della senatrice Segre, figura simbolo della testimonianza della Shoah in Italia, conferma l’impegno delle istituzioni nel mantenere viva la memoria storica e nel contrastare ogni forma di negazionismo e odio.






