In occasione della Giornata mondiale contro il cancro, non si può ignorare l’impatto che questa malattia ha anche sugli animali d’affezione, in particolare sui nostri amici a quattro zampe. Recenti studi e iniziative sanitarie in Italia mettono in luce le sfide e le innovazioni nel trattamento oncologico veterinario, così come l’importanza di una gestione sanitaria integrata e consapevole per garantire il benessere degli animali domestici.
Giornata mondiale contro il cancro: la malattia negli animali domestici
Secondo le ultime rilevazioni, un cane su quattro può essere colpito da una forma di cancro nel corso della sua vita, una realtà che riflette l’aumento dell’aspettativa di vita e la maggiore attenzione verso la salute degli animali. I veterinari sottolineano come, pur essendo disponibili terapie sempre più efficaci e specializzate – inclusi trattamenti chirurgici, chemioterapici e immunoterapici – la completa risoluzione della malattia rimanga una sfida aperta. Il percorso di cura deve quindi essere personalizzato e supportato da diagnosi tempestive e accurate.
In ambito umano, l’ASST Valle Olona si distingue per l’implementazione di tecnologie innovative e studi clinici all’avanguardia, come il recente avvio di un test molecolare per la profilazione genetica del cancro alla tiroide, che apre nuove prospettive anche per la medicina veterinaria. La sinergia tra ricerca umana e veterinaria rappresenta un’opportunità per migliorare le strategie terapeutiche e preventive anche per gli animali.
Benessere animale e prevenzione: il ruolo delle istituzioni e delle comunità
Parallelamente all’attenzione oncologica, emerge con forza l’urgenza di una gestione più efficiente e coordinata del benessere animale nelle città italiane. L’XI Rapporto nazionale “Animali in Città”, diffuso da Legambiente, evidenzia come meno del 30% dei comuni italiani abbia una chiara conoscenza del numero di cani iscritti all’anagrafe, con gravi ripercussioni sulla gestione sanitaria e sulla prevenzione delle malattie, incluso il cancro.
Legambiente richiama l’attenzione sulla necessità di un’anagrafe unica nazionale obbligatoria per tutte le specie animali d’affezione, non solo per i cani, come previsto dal Ministero della Salute entro il 2026. Questo strumento sarà fondamentale per monitorare la salute degli animali, prevenire il randagismo e garantire interventi tempestivi. Attualmente, solo il 39,6% delle amministrazioni comunali ha attivato servizi dedicati al settore e appena il 47,6% delle aziende sanitarie conduce azioni di sterilizzazione, fondamentale per il controllo demografico e la prevenzione di malattie.
La spesa pubblica per i servizi veterinari e di tutela animale ha raggiunto quasi 219 milioni di euro nel 2021, con un aumento rispetto agli anni precedenti, ma il quadro rimane frammentato e con profonde disparità territoriali. Solo un quarto dei comuni dispone di aree dedicate agli animali d’affezione, mentre i regolamenti comunali per la tutela e la gestione degli animali sono ancora poco diffusi e spesso inefficaci senza adeguati controlli.
Obiettivi e strategie per il futuro del benessere animale in Italia
Legambiente, proprio in vista della giornata mondiale contro il cancro, ha delineato una serie di proposte ambiziose per migliorare la convivenza tra cittadini e animali, che comprendono:
- L’attuazione entro il 2026 del Sistema Informativo Nazionale degli Animali da Compagnia (SINAC) per integrare le banche dati regionali;
- La firma di almeno mille accordi di comunità entro il 2025 per la cura e la protezione degli animali domestici e selvatici;
- L’incremento del personale veterinario pubblico, con l’assunzione di 10.000 nuovi veterinari entro il 2030, a fronte delle circa 4.600 unità attualmente in servizio;
- La realizzazione di mille strutture veterinarie pubbliche (canili sanitari, gattili e ospedali veterinari) distribuiti sul territorio nazionale entro il prossimo decennio;
- La creazione di un’area verde attrezzata per cani ogni 1.000 abitanti per migliorare la qualità della vita nelle aree urbane;
- Il coinvolgimento e la formazione di 15.000 guardie ambientali e zoofile volontarie entro il 2030 per rafforzare i controlli e la tutela degli animali.
Il rispetto di queste strategie appare cruciale per affrontare non solo il cancro e altre patologie gravi che colpiscono gli animali domestici, ma anche per garantire un’efficace prevenzione e una migliore qualità di vita per milioni di cittadini e dei loro animali da compagnia. La presa di coscienza istituzionale, supportata da una gestione integrata e partecipata, rappresenta un passaggio imprescindibile per un futuro più sano e responsabile per tutti gli esseri viventi.






