Milano, 2 marzo 2026 – Andrea Sempio torna a parlare con fermezza e chiarezza in merito alle accuse che lo vedono coinvolto nel caso del delitto di Garlasco, che ha sconvolto l’Italia quasi vent’anni fa. Intervistato da Nicola Porro nella trasmissione “Quarta Repubblica”, in onda questa sera su Retequattro, Sempio ha ribadito con forza la propria versione dei fatti riguardo allo scontrino del parcheggio che ha fornito come alibi agli inquirenti.
Andrea Sempio e lo scontrino: “L’ho fatto io, chi dice il contrario mente”
“Ribadisco, quello scontrino l’ho fatto io. Testimoni che affermano il contrario dicono balle”, ha dichiarato Andrea Sempio, attualmente indagato per omicidio in concorso nel delitto di Chiara Poggi, uccisa nel 2007 a Garlasco. Nel corso dell’intervista, Sempio ha voluto smontare le varie versioni che si sono susseguite nel tempo riguardo a chi avrebbe effettivamente emesso lo scontrino. “Nei mesi il testimone è cambiato più volte: prima uno, poi il Vigile del Fuoco, poi lo scontrino è stato definito falso, quindi vero, infine è stato attribuito a un mio parente” ha spiegato, definendo queste voci “indiscrezioni”.
Riguardo alle recenti indiscrezioni sulla perizia della dottoressa Cattaneo che potrebbe modificare l’orario del delitto, Sempio ha chiarito: “Io ho raccontato quello che ho fatto quella giornata, l’orario può cambiare quanto vuole, ma io non cambio versione”.
La riapertura del caso e le nuove indagini
Il caso del delitto di Garlasco, che vede come vittima Chiara Poggi e come condannato in via definitiva Alberto Stasi, è stato riaperto nel marzo 2025, a diciotto anni dall’omicidio. Sempio, amico di Marco Poggi, fratello della vittima, è stato notificato di un avviso di garanzia per omicidio in concorso in seguito a nuove analisi del DNA. Le tecniche forensi più avanzate hanno infatti confermato la presenza del suo profilo genetico sotto le unghie della vittima, circostanza che ha portato alla riapertura delle indagini da parte della Procura di Pavia.
Nonostante ciò, Sempio si è dichiarato innocente e ha espresso fiducia nel lavoro delle autorità, sottolineando il peso mediatico della vicenda. L’intervista ha anche toccato il tema della condanna di Stasi, con Sempio che ha osservato come anche quest’ultimo abbia subito una “gogna mediatica” prima della sentenza definitiva, un aspetto che secondo lui non dovrebbe mai accadere.
Al momento, le indagini proseguono e Sempio è stato sottoposto a ulteriori prelievi di DNA. Il caso continua a rappresentare uno dei più complessi e discussi della cronaca giudiziaria italiana degli ultimi decenni.






