Palermo, 10 febbraio 2026 – Prosegue l’emergenza a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, dove una vasta frana continua a interessare il territorio, mettendo a rischio il centro abitato e causando lo sgombero di numerose famiglie. Il fenomeno, di natura complessa e di notevole entità, è oggetto di approfonditi studi e sopralluoghi da parte delle autorità competenti.
Aggiornamenti sulle indagini e interventi in corso
Il capo della Protezione Civile regionale, Salvatore Cocina, ha dichiarato che si stanno acquisendo nuovi dati per monitorare l’evoluzione della frana. “Si tratta di un fenomeno complesso e stiamo facendo ogni tipo di indagine, diretta e indiretta”, ha spiegato Cocina, sottolineando il coinvolgimento di consulenti, personale dell’INGV, dell’Osservatorio Geofisico Sperimentale e delle università di Catania, Enna e Roma. Sono stati attivati approfondimenti multidisciplinari per comprendere appieno la dinamica del movimento franoso, che procede con nuovi cedimenti considerati “normali” nell’ambito del fenomeno.
Al momento, circa una decina di famiglie sono state ospitate in strutture di emergenza e ricevono assistenza completa. Nel frattempo, il capo dipartimento nazionale della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, ha effettuato un sopralluogo a Niscemi e parteciperà a una riunione con il sindaco Massimiliano Valentino Conti e le autorità locali per coordinare gli interventi in corso.
Analisi geologica e prospettive future
Secondo il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Roberto Troncarelli, la frana di Niscemi rappresenta un dissesto geologico profondo e strutturale, attivo da secoli e legato alla conformazione geomorfologica dell’area. L’abitato sorge su un pianoro sabbioso poggiato su strati di argilla impermeabile, condizioni che favoriscono movimenti di grande entità, come quelli attualmente in corso. Le superfici di scorrimento possono raggiungere profondità di 30-35 metri e non esistono soluzioni tecniche in grado di garantire una stabilizzazione definitiva del versante.
Troncarelli ha ribadito la necessità di adottare interventi mirati alla mitigazione del rischio e la gestione dell’emergenza, con una pianificazione territoriale finalizzata alla riduzione dell’esposizione. In questo senso, è stata auspicata la delocalizzazione progressiva delle aree più a rischio, poiché la ricostruzione in loco risulterebbe inefficace e pericolosa.
Il fenomeno è particolarmente grave: l’ISPRA ha rilevato un abbassamento del terreno di decine di metri su un fronte lungo circa 4 chilometri. Il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, ha confermato che la frana è ancora in pieno movimento, con il rischio di estensione della zona rossa, e ha annunciato l’impegno del governo a individuare aree alternative per ospitare gli sfollati.





