Milano, 26 gennaio 2026 – Il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno ha chiarito in via ufficiale che la United States Immigration and Customs Enforcement (ICE) non opererà in Italia in occasione dei prossimi Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Fonti qualificate del Dipartimento hanno smentito indiscrezioni relative a eventuali accordi di collaborazione con l’agenzia federale statunitense, sottolineando che ogni attività di ordine e sicurezza pubblica in Italia è gestita esclusivamente dal Ministero dell’Interno e dalle sue articolazioni territoriali, senza possibilità di deroghe.
Nessuna presenza dell’ICE alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026
Secondo quanto comunicato dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza, non risultano ad oggi accordi sottoscritti con l’ICE USA per operazioni di sicurezza o scorta durante i Giochi Olimpici invernali, in programma dal 6 al 22 febbraio 2026. Non è stato nemmeno definito il personale che accompagnerà la delegazione americana: “Non risulta, al momento, che agenti dell’ICE vengano al seguito della delegazione americana al fine di scortarla”, si legge nel comunicato ufficiale. La gestione della sicurezza rimane quindi una prerogativa esclusiva delle prefetture e questure italiane, che garantiranno l’ordine pubblico e la tutela degli eventi.

Fontana e la presenza dell’ICE
C’è da segnalare come, nel corso di un evento tenutosi in piazza Città di Lombardia, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, abbia chiarito il ruolo dell’Ice (Immigration and Customs Enforcement) statunitense durante le prossime Olimpiadi invernali di Milano Cortina. Rispondendo a interrogativi riguardanti la possibile presenza dell’agenzia e le preoccupazioni legate a episodi di violenza negli Stati Uniti, Fontana ha sottolineato che la loro presenza è esclusivamente legata alla sicurezza del vicepresidente americano J.D. Vance e del segretario di Stato Marco Rubio.
Presenza Ice a Milano Cortina solo per Vance e Rubio
Fontana ha precisato che l’Ice sarà impegnata solo in attività difensive, limitate alla protezione personale di Vance, insediatosi come 50º vicepresidente degli Stati Uniti lo scorso 20 gennaio 2025, e di Rubio, il 72º segretario di Stato statunitense da poco nominato, entrambi figure chiave nell’amministrazione Trump. La loro presenza sul territorio italiano, ha affermato il presidente lombardo, “non riguarda assolutamente le problematiche che possono verificarsi nel nostro Paese” e non è collegata a questioni di ordine pubblico più ampie.
Fontana ha inoltre espresso fiducia nei rapporti diplomatici e di collaborazione tra le forze dell’ordine italiane e americane, definendoli “consolidati” e pertanto una garanzia aggiuntiva per la sicurezza durante l’evento sportivo.
Contesto e rilievo politico
J.D. Vance, ex senatore dell’Ohio e autore del best seller “Hillbilly Elegy”, è salito alla vicepresidenza con un profilo politico definito conservatore e vicino a Donald Trump, mentre Marco Rubio, di origine cubano-americana, ha ricoperto il ruolo di senatore per la Florida prima di diventare segretario di Stato nel gennaio 2025. Entrambi sono figure di primo piano nel panorama politico statunitense, la cui presenza alle Olimpiadi sottolinea l’importanza strategica dell’evento anche sul piano internazionale.
In un momento in cui negli Stati Uniti si discute intensamente della tenuta democratica e della gestione della sicurezza, come emerso anche dalle recenti analisi approfondite nel programma Rai Radio 3 “Tutta la città ne parla”, l’impegno per garantire la sicurezza di Vance e Rubio a Milano rappresenta un aspetto cruciale sotto il profilo diplomatico e operativo.
Fontana ha concluso rassicurando sul fatto che, nonostante le tensioni oltreoceano, a Milano Cortina l’Ice svolgerà un ruolo limitato e mirato, senza ripercussioni sul tessuto sociale e sulla sicurezza pubblica italiana.






