Genova, 19 gennaio 2026 – Il tribunale del Riesame di Genova ha confermato la detenzione di Mohammad Hannoun, architetto e attivista palestinese, accusato di finanziare Hamas attraverso alcune associazioni benefiche e di essere a capo della presunta cellula italiana dell’organizzazione.
Contestualmente, i giudici hanno annullato tre delle sette misure cautelari eseguite il 27 dicembre scorso su un totale di nove disposte dalla gip Silvia Carpanini. Le motivazioni della decisione verranno depositate entro 30 giorni.
La decisione del tribunale
Il dispositivo emesso dal Tribunale segna un risultato significativo sul piano dei principi: per alcuni indagati è stata disposta la scarcerazione, mentre per altri la misura cautelare è stata confermata.
Secondo quanto emerge, il Tribunale sembra aver escluso l’utilizzabilità della cosiddetta “battlefield evidence” di provenienza israeliana, prendendo le distanze da un possibile uso strumentale di materiali di intelligence militare. Per quanto riguarda gli altri profili del procedimento, è stato ritenuto possibile valutare separatamente la sussistenza di indizi basandosi su fonti diverse.
“Si tratta di un risultato importante: viene ribadito che la giustizia non può essere strumento di guerra”, ha commentato l’avvocato Nicola Canestrini. “La lotta al terrorismo deve avvenire rispettando le regole, senza scorciatoie. Sul resto attendiamo le motivazioni, ricordando che tutti godono della presunzione di innocenza”.
La difesa continuerà a seguire attentamente il procedimento, “vigilando su ogni tentativo di piegare il diritto a logiche militari e riservandosi ulteriori valutazioni dopo il deposito delle motivazioni”.
La posizione dei legali di Hannoun
“Non possiamo certo definirci soddisfatti per il mancato annullamento della misura nei confronti di Hannoun, ma va sottolineato che già in questa fase l’impianto accusatorio ha subito cedimenti significativi, a partire dall’utilizzabilità del materiale israeliano”, ha dichiarato Fabio Sommovigo, uno dei legali che difendono Hannoun. Secondo Sommovigo, la decisione dei giudici sembra aver introdotto una distinzione tra il finanziamento dell’associazione e la partecipazione diretta alla stessa.
Gli avvocati attendono ora di esaminare le motivazioni del Tribunale del Riesame, che ha annullato tre delle sette misure cautelari eseguite il 27 dicembre. Altre due misure non sono state eseguite in quanto gli indagati si trovano all’estero. I difensori confermano già il loro intento di presentare ricorso in Cassazione, “dove si apriranno nuove prospettive difensive”, conclude Sommovigo.
Chi è Mohammad Hannoun
Mohammad Hannoun è un architetto di origine palestinese noto anche per la sua attività di volontariato e impegno in organizzazioni benefiche. Secondo le accuse avanzate dalle autorità italiane, avrebbe utilizzato queste associazioni come mezzo per sostenere finanziariamente Hamas e coordinare l’attività della presunta cellula italiana del gruppo. La sua figura è al centro delle indagini per il collegamento tra le attività benefiche e presunti finanziamenti a organizzazioni terroristiche.
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