Roma, 25 febbraio 2026 – Un flash mob di protesta ha riunito questa mattina in Piazza Montecitorio i giornalisti del quotidiano La Stampa, insieme ai dipendenti della testata e a esponenti politici, per manifestare la crescente incertezza sul futuro del giornale piemontese. La mobilitazione si inserisce nel più ampio contesto dello sciopero proclamato per oggi, che prevede la sospensione delle pubblicazioni cartacee e aggiornamenti online fino alle 6:00 del 26 febbraio.
La protesta dei giornalisti e la partecipazione politica

Alla manifestazione hanno aderito anche i deputati Riccardo Magi (+Europa) e Angelo Bonelli (Verdi), che hanno espresso forte preoccupazione per le ripercussioni della crisi sul sistema democratico italiano. Il segretario di +Europa ha definito la vicenda come “scioccante per impatto e portata”, sottolineando come essa si inserisca in una più ampia crisi di democrazia, aggravata dalla mancanza di trasparenza sul futuro di un “pilastro dell’informazione”.
Angelo Bonelli, deputato e co-portavoce di Europa Verde, ha ribadito il ruolo fondamentale di testate come La Stampa, definite un “presidio di democrazia e informazione”, il cui destino appare oggi “incerto, anche a rischio chiusura”. Bonelli ha inoltre richiesto trasparenza agli acquirenti e garanzie sull’autonomia dei giornalisti, in un momento in cui, a suo avviso, il potere mediatico sembra concentrarsi nelle mani di pochi, con testate guidate da esponenti politici.
Sciopero e richieste dei lavoratori
Il Comitato di redazione e le Rappresentanze sindacali unitarie hanno proclamato lo sciopero che coinvolgerà tutte le componenti del giornale, giornalistiche e non. Il quotidiano non sarà in edicola giovedì 26 febbraio e il sito sospenderà gli aggiornamenti dalle 6:00 di oggi fino alla stessa ora di domani.
I lavoratori chiedono alla proprietà, il gruppo Exor, chiarimenti definitivi sul processo di vendita in corso con il gruppo Sae, e garanzie precise riguardo a livelli occupazionali, salari e continuità contrattuale. Nel comunicato diffuso ieri si denuncia una lunga fase di “svendita al buio”, durante la quale la proprietà ha lasciato intendere l’assenza di offerte, mentre in realtà vi sarebbero manifestazioni di interesse da parte di imprenditori importanti.
L’iniziativa di oggi prevede anche presidi a Torino in piazza Palazzo di Città e un incontro con la politica nazionale alla Camera dei Deputati, per ottenere un impegno concreto da parte del governo e delle istituzioni nel tutelare la pluralità e la qualità dell’informazione nel Paese.
La segretaria generale della Federazione nazionale della stampa italiana, Alessandra Costante, ha espresso solidarietà ai colleghi, sottolineando la novità di una cessione che crea incertezza e richiede trasparenza e certezze economiche. Anche l’Associazione Stampa Romana ha manifestato sostegno, partecipando alle iniziative di protesta e sollecitando chiarezza da parte del gruppo Gedi.
La mobilitazione di oggi segna un momento critico per uno dei quotidiani storici italiani, nel cuore delle dinamiche che riguardano il futuro dell’informazione e la tutela del lavoro giornalistico.






