Firenze, 18 gennaio 2026 – Questa mattina, la città di Firenze ha partecipato attivamente alle manifestazioni di solidarietà che si stanno svolgendo in tutta Italia a sostegno delle proteste anti-regime in corso a Teheran, capitale dell’Iran. Il sit-in si è tenuto davanti a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Regione Toscana, e ha visto la partecipazione di numerose associazioni e cittadini iraniani residenti nel capoluogo toscano.
La mobilitazione a Firenze per l’Iran

L’iniziativa è stata organizzata dalle associazioni Anahita e Italia-Iran, con il supporto di gruppi come Donna Vita Libertà provenienti da Roma e Luce dell’Iran. Al centro delle richieste dei manifestanti c’è la necessità di un intervento internazionale immediato per fermare quello che viene definito un vero e proprio genocidio in corso in Iran.
Aysan Ahmadi, rappresentante dell’associazione Anahita, ha denunciato la gravità della situazione: “Più di 20 mila persone sono state ammazzate, ancora non c’è internet e non sappiamo se ci sono nostri parenti o amici tra queste vittime“. Ahmadi ha inoltre sottolineato l’assurdità e la difficoltà di dover rivolgersi all’estero per chiedere un intervento, citando come interlocutore persino l’ex presidente americano Donald Trump: “Sembra assurdo, ma in questo momento il popolo è disarmato. Qualcuno deve intervenire“.
La richiesta di un cambio di regime
Durante il sit-in, Ahmadi ha evidenziato l’importanza di avere una guida forte per la rivoluzione: “Noi in questo momento abbiamo un leader di questa rivoluzione, il principe Pahlavi. Al di là del governo che poi sceglieremo con un referendum, lui è una persona che può guidare il Paese in questa fase di transizione e parlare con tutti i politici nel mondo“. Il riferimento è a Reza Pahlavi, erede della dinastia Pahlavi che governò l’Iran prima della rivoluzione islamica del 1979.
L’appello è chiaro: serve un regime change per porre fine alla repressione violenta del popolo iraniano e per avviare un percorso di democratizzazione che coinvolga anche la diaspora iraniana e la comunità internazionale.
Firenze, crocevia di culture e impegno civile
La scelta di Firenze come luogo di manifestazione non è casuale. Capoluogo della Toscana, con una popolazione di circa 361.743 abitanti, la città è conosciuta come la “Culla del Rinascimento” e si distingue per il suo forte impegno culturale e civile. Il centro storico, riconosciuto patrimonio dell’umanità dell’UNESCO, è spesso teatro di iniziative di solidarietà internazionale, riflettendo la vocazione della città a farsi portavoce di valori universali come la libertà e la giustizia.
In questo contesto, il sit-in davanti a Palazzo Strozzi Sacrati rappresenta un momento di grande partecipazione civile da parte dei fiorentini e della comunità iraniana in Italia, impegnati a sostenere le istanze di cambiamento provenienti da Teheran e da tutto l’Iran.






