Messina, 13 marzo 2026 – È stato confermato il carcere per Santino Bonfiglio, 67 anni, accusato dell’omicidio della ex compagna Daniela Zinnanti, 50 anni, trovata morta nella sua abitazione di via Lombardia a Messina, colpita con decine di coltellate. La decisione è stata presa dalla gip Alessia Smedile, che ha convalidato il fermo per omicidio e ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare dopo l’interrogatorio di garanzia svolto nel carcere di Gazzi alla presenza del pm Roberta La Speme.
Dettagli sull’omicidio di Daniela Zinnanti
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, Bonfiglio ha agito con premeditazione e futili motivi, portando con sé un coltello e un tondino di ferro, quest’ultimo utilizzato per forzare la finestra dell’abitazione della vittima. Le immagini di una telecamera di videosorveglianza al primo piano dello stabile hanno immortalato l’uomo con il coltello in mano, elemento che ha contribuito alla sua individuazione. Bonfiglio, interrogato dagli inquirenti, ha ammesso di aver perso il controllo dopo che la donna gli aveva riferito di averlo tradito.
La vittima, Daniela Zinnanti, era madre di due figli e si prendeva cura della madre anziana. Aveva denunciato l’ex compagno per lesioni e maltrattamenti in famiglia, e proprio per questi fatti Bonfiglio era sottoposto ai domiciliari, sebbene privo del braccialetto elettronico a causa di problemi tecnici. La scoperta del cadavere è avvenuta grazie alla figlia di Daniela, che, alla vista della madre in una pozza di sangue, ha avuto un malore ed è stata ricoverata per controlli, essendo incinta di sette mesi.
Reazioni e contesto familiare
Il fratello della vittima, Roberto Zinnanti, ha definito l’omicidio un «femminicidio annunciato», sottolineando come da tempo la famiglia esortasse Daniela a lasciare l’uomo, descritto come violento. Dopo l’ultimo episodio di violenza, che aveva causato alla donna la rottura di sette costole, Daniela aveva deciso di chiudere la relazione, ma Bonfiglio non si sarebbe rassegnato.
L’avvocato difensore di Bonfiglio ha dichiarato che il suo assistito si è mostrato «annichilito e scosso» durante l’interrogatorio e per il momento non intende richiedere una perizia psichiatrica. Le indagini proseguono per chiarire ogni dettaglio della vicenda e per stabilire con esattezza il momento del decesso, che potrebbe risalire anche a molte ore prima del ritrovamento del corpo.
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