Bergamo, 20 marzo 2026 – Femminicidio a Bergamo: emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Valentina Sarto, la donna di 41 anni accoltellata mortalmente in casa dal marito, Vincenzo Dongellini, 49 anni, ora in carcere. L’autopsia, svolta questa mattina dal medico legale Luca Tajana, ha confermato che la vittima è stata colpita tra le sei e le otto volte, con fendenti inferti principalmente alla schiena e al collo, colpi che l’hanno sorpresa alle spalle, impedendole ogni possibilità di difesa.
Femminicidio a Bergamo: i dettagli dell’autopsia e la scena del delitto
L’esame necroscopico ha inoltre cercato di determinare con precisione l’ora del decesso, ritenuta verosimilmente un’ora o un’ora e mezza prima della chiamata fatta da Dongellini alla figlia, avvenuta intorno alle 12.30. Valentina è stata trovata riversa a terra nella camera da letto della loro abitazione in via Pescaria, a Valtesse, immersa in una scena di sangue. La dinamica dell’omicidio, avvenuto al culmine di una lite, è stata confermata anche dalle testimonianze raccolte dalla polizia.
La dinamica dell’omicidio e la situazione del marito
Dopo aver colpito la moglie, Dongellini ha tentato il suicidio ingerendo candeggina e procurandosi tagli alle braccia. Ricoverato all’ospedale Papa Giovanni XXIII, è stato dimesso il giorno successivo e trasferito in carcere. L’uomo, disoccupato e con piccoli precedenti per truffa, non ha ancora risposto alle domande del sostituto procuratore Antonio Mele, che coordina le indagini.
Le tensioni nella coppia si erano aggravate negli ultimi mesi, con Valentina che aveva iniziato una relazione extraconiugale e frequenti litigi segnalati dai vicini. L’uomo con cui la donna aveva iniziato la nuova relazione ha riferito di averla più volte invitata a denunciare il marito e a lasciare la casa, ma lei temeva una reazione violenta.
La figlia ventenne di Dongellini, avuta da una precedente relazione e residente in provincia di Cremona, è stata la prima a ricevere la telefonata allarmante del padre: “Ho colpito Valentina, sta molto male”. È stato questo messaggio confuso a far scattare l’allarme e a far intervenire le forze dell’ordine.
L’arma del delitto, un grosso coltello da cucina con lama non seghettata, è stata sequestrata insieme ad altri coltelli trovati nell’abitazione. Gli accertamenti proseguono per chiarire ogni dettaglio di questa tragica vicenda.






