Palmoli, 16 febbraio 2026 – Prosegue la complessa vicenda della famiglia nel bosco di Palmoli, con un acceso confronto tra i periti della difesa e i responsabili della casa-famiglia che ospita i bambini. La situazione vede al centro una richiesta di revoca della sospensione della responsabilità genitoriale, mentre emergono nuovi dettagli sulle condizioni emotive dei minori e sulle dinamiche interne alla struttura di accoglienza.
Famiglia nel bosco: la richiesta di revoca della sospensione della responsabilità genitoriale
Gli avvocati della famiglia hanno depositato un’istanza corredata da una relazione tecnica del neuropsichiatra e psicologo Tonino Cantelmi, figura di rilievo nel panorama psichiatrico italiano, noto per il suo impegno nella psicoterapia cognitivo-interpersonale e per la sua attività di consulente in casi delicati. Cantelmi ha analizzato una vasta documentazione che include oltre cento file tra foto e video, oltre a disegni realizzati dai bambini, evidenziando che “i bambini soffrono e stanno male”. Secondo il consulente, il disagio dei minori sarebbe ignorato dal servizio sociale che, a suo dire, “scambia la sofferenza della madre per ostilità” e non riesce a instaurare una relazione empatica con la famiglia.
Dalla casa-famiglia una ferma smentita
In risposta alle accuse, la casa-famiglia ha diffuso una nota nella quale si nega che alla madre, Catherine Trevallion, sia stato impedito di incontrare i figli, anche nelle ore notturne. La struttura precisa che le porte sono sempre state accessibili e che la madre ha spesso dormito con i bambini o li ha portati nel suo appartamento situato al secondo piano. La chiusura di una porta antipanico è stata motivata esclusivamente da ragioni di sicurezza, per evitare che i bambini accedessero a zone pericolose senza supervisione.
La direzione ha inoltre smentito le dichiarazioni di una presunta ex dipendente che aveva paragonato la condizione di Catherine a una detenzione rigida, chiarendo che la persona in questione non ha avuto rapporti con la struttura dal 2013.
Il dibattito sull’adeguatezza dei servizi sociali e lo stato dei bambini
Il neuropsichiatra Cantelmi ha sottolineato la necessità di un “cambio di passo” da parte dei servizi sociali, affinché si possa concretizzare un progetto di riunificazione familiare che tenga conto del benessere emotivo dei minori. Recenti perizie della ASL di Vasto hanno evidenziato l’importanza di mantenere continuità affettiva per superare i comportamenti di disagio manifestati dai bambini, tra cui crisi di panico notturne.
Gli avvocati della famiglia denunciano un irrigidimento delle assistenti sociali, accusate di violare i codici deontologici e di non considerare adeguatamente le relazioni affettive tra madre e figli. La madre, infatti, sarebbe ostacolata nell’attività di conforto nei confronti dei bambini durante momenti critici, come le crisi notturne.






