Roma, 13 gennaio 2026 – Si avvicina la data cruciale del 23 gennaio, quando prenderà il via la perizia psicodiagnostica ordinata dal Tribunale dei Minori de L’Aquila sulla famiglia Trevallion, nota come “famiglia nel bosco”. Lo psichiatra Tonino Cantelmi, nominato super-perito dalla difesa, ha rilasciato un’intervista all’ANSA, ribadendo l’importanza di non prolungare ulteriormente il tempo del dolore vissuto dai tre bambini coinvolti.
La perizia sulla famiglia nel bosco
Secondo Cantelmi, la decisione del Tribunale di procedere con la perizia rappresenta una grande opportunità di chiarezza. Lo psichiatra, con un passato come consulente per la Santa Sede, ha sottolineato che forse sarebbe stato opportuno svolgere questo esame già nell’anno precedente al prelievo dei bambini, per individuare modalità di accompagnamento meno traumatiche. Il consulente tecnico d’ufficio nominato è una psichiatra esperta e la famiglia si è mostrata collaborativa. Tuttavia, Cantelmi ha evidenziato come i tempi tecnici della perizia non sempre coincidano con le esigenze emotive dei minori, che necessitano di soluzioni rapide e non traumatiche.
I bambini si colpevolizzano per la separazione
Dall’incontro del 5 gennaio con i genitori, Cantelmi ha descritto una famiglia «molto provata ma aperta al confronto». I tre minori, ha spiegato lo specialista, tendono a colpevolizzarsi per la separazione: «È colpa nostra se non stiamo più assieme», ripetono in coro. Questo meccanismo psicologico aggiunge sofferenza al trauma già causato dallo smembramento familiare, aggravato dalle decisioni controverse dei servizi sociali, che hanno portato a momenti difficili come la separazione anche durante le festività natalizie.
Cantelmi ha lanciato un appello a ripensare le modalità di intervento, privilegiando percorsi di accompagnamento e riducendo la violenza istituzionale, auspicando un sistema più flessibile ed efficace. In particolare, ha chiesto attenzione all’anno che ha preceduto il prelievo, nel quale si sono registrati soltanto cinque incontri con i bambini, di cui due con le forze dell’ordine, un ritmo che appare insufficiente per un supporto adeguato.
Infine, riguardo al possibile allontanamento della madre dalla casa famiglia, Cantelmi si è detto fiducioso nella professionalità degli operatori e nel buon senso di tutte le parti coinvolte, ricordando che ulteriori traumi andrebbero assolutamente evitati.




