Chieti, 19 dicembre 2025 – La vicenda della cosiddetta famiglia nel bosco si arricchisce di un nuovo capitolo con la recente decisione della Corte d’Appello dell’Aquila, che ha rigettato il reclamo presentato dai legali della coppia contro l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni. L’ordinanza, emessa lo scorso novembre, aveva disposto la sospensione della responsabilità genitoriale di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham e il collocamento dei loro tre figli in una casa famiglia a Vasto, dove la madre può tuttora trascorrere alcune ore quotidiane con i bambini.
La decisione della Corte d’Appello e la situazione attuale della famiglia nel bosco
La Corte d’Appello ha confermato la misura già adottata dal Tribunale, mantenendo i figli della famiglia isolata nel bosco di Palmoli nella casa famiglia di Vasto. I bambini, di età compresa tra 6 e 8 anni, non torneranno dunque a casa per le festività natalizie. Nathan Trevallion, originario di Bristol, e Catherine Birmingham, australiana di Melbourne, si sono detti collaborativi, ma la Corte ha evidenziato la necessità di ulteriori valutazioni riguardo ai progressi educativi e psicologici dei minori, sottolineando le problematiche riscontrate al momento del loro ingresso nella struttura.

Durante la permanenza nella casa famiglia, la madre ha potuto vedere i figli tre volte al giorno, durante i pasti, ma permangono dubbi espressi dai giudici sul suo metodo educativo, in particolare riguardo a pratiche igieniche come l’uso di spazzolini con crini d’asino. L’assistente sociale e la curatrice hanno espresso preoccupazioni sulle scelte materne, mentre i legali evidenziano numerosi miglioramenti compiuti dalla famiglia.
Le reazioni politiche: Roccella e Salvini
La vicenda ha suscitato forti reazioni nel mondo politico. La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, ha espresso il suo dissenso su Facebook, sottolineando che “neanche per Natale i bambini potranno tornare a casa con mamma e papà”. Roccella ha criticato l’intervento dello Stato nelle scelte di vita della famiglia, richiamando il principio che la separazione dei minori dai genitori dovrebbe avvenire solo in casi estremi e di fronte a rischi vitali immediati. La ministra ha inoltre denunciato una possibile “deriva ideologica e un arroccamento corporativo” nelle decisioni giudiziarie, ribadendo l’impegno del governo a intervenire nel supremo interesse dei minori.
Anche il vicepremier e segretario della Lega, Matteo Salvini, ha commentato duramente la sentenza su X, definendo la decisione “una vergogna”. Salvini ha affermato che i bambini non sono “proprietà dello Stato” e che devono poter crescere con “l’amore di mamma e papà”, esprimendo solidarietà alla famiglia e condanna verso i giudici che hanno rigettato il ricorso.
La vicenda della famiglia nel bosco, dunque, continua a essere al centro di un acceso dibattito pubblico e politico, con una situazione che resta complessa e in evoluzione.






