L’AQUILA, 5 gennaio 2026 – È imminente l’avvio della perizia psico-diagnostica disposta dal Tribunale per i minorenni de L’Aquila su Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i genitori della cosiddetta famiglia nel bosco, al centro di una complessa vicenda giudiziaria e sociale che continua a suscitare attenzione in Abruzzo e non solo. La consulente tecnica d’ufficio, la psichiatra Simona Ceccoli, giurerà oggi per iniziare ufficialmente l’incarico, con l’obiettivo di valutare le condizioni psichiche della coppia e la loro idoneità a esercitare la responsabilità genitoriale.
L’indagine psico-diagnostica e il percorso giudiziario
La perizia, che si concluderà entro quattro mesi, nasce dopo il rigetto del ricorso presentato dai legali dei Trevallion contro la sospensione della potestà genitoriale disposta dal Tribunale. I tre figli della coppia sono stati temporaneamente allontanati e affidati a una casa famiglia, in seguito alle numerose criticità emerse durante il monitoraggio dei servizi sociali durato oltre un anno. Tra le principali preoccupazioni, la mancanza di un percorso scolastico adeguato e ritardi significativi nell’apprendimento della primogenita, che a otto anni non ha ancora superato la fase alfabetica di base, e la scarsa attenzione alle necessità sanitarie dei bambini, che hanno incontrato un pediatra solo recentemente su intervento del Tribunale.
Le tensioni e le prospettive future per la “famiglia nel bosco”
Il Natale scorso è stato definito un “Natale lampo” per Nathan Trevallion, che ha trascorso solo poche ore con la famiglia prima di dover lasciare la comunità di Vasto, dove i figli sono attualmente ospitati. Intorno a lui si è attivata una rete di sostegno composta da altre famiglie neorurali della regione e di altre zone d’Italia, pronte a offrire supporto e solidarietà. La tutor scolastica ha già avviato le procedure di iscrizione dei bambini alle scuole elementari locali, un passo fondamentale verso il loro reinserimento sociale e formativo.
L’incarico affidato a Simona Ceccoli dovrà stabilire se le capacità genitoriali di Trevallion e Birmingham sono recuperabili in tempi utili per tutelare lo sviluppo e la crescita dei minori, indicando eventuali percorsi educativi obbligatori. I giudici auspicano che i passi avanti finora compiuti possano consolidarsi, in vista di una possibile riunificazione familiare nel rispetto dei diritti e del benessere dei bambini.





