Bari, 17 marzo 2026 – Il gup di Bari, Giuseppe Battista, ha emesso sentenze di condanna nei confronti di tre imputati coinvolti in un grave caso di intimidazioni mafiose rivolte a dirigenti, giocatori e membri dello staff del Foggia Calcio. Le condanne, che vanno da cinque anni e sei mesi a sette anni e due mesi, sono il risultato di un processo che ha confermato l’accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, nonché vari episodi di danneggiamento.
Le condanne e le accuse
La pena più severa, pari a sette anni e due mesi, è stata inflitta a Marco Lombardi, ritenuto dalla Direzione Distrettuale Antimafia (Dda) di Bari vicino alla “batteria Sinesi-Francavilla” della Società foggiana e accusato di essere il mandante delle azioni intimidatorie. Gli altri due imputati, Fabio Delli Carri e Massimiliano Russo, sono stati condannati rispettivamente a cinque anni e dieci mesi e a cinque anni e sei mesi di reclusione. Lombardi è stato altresì interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, mentre per gli altri due è stata disposta un’interdizione quinquennale. Tutti e tre sono stati condannati a risarcire le parti civili, tra cui figurano l’ex presidente del Foggia, Nicola Canonico, e il figlio ed ex vicepresidente Emanuele Canonico.
Gli episodi intimidatori ai dirigenti del Foggia Calcio
Nel corso del processo sono stati ricostruiti diversi episodi di violenza e intimidazione avvenuti tra il 2023 e il 2024. Tra questi, spiccano l’ordigno piazzato sotto l’auto di Emanuele Canonico nel parcheggio della società Cn Costruzioni Generali a Modugno, i colpi di fucile esplosi contro l’auto dell’ex capitano Davide Di Pasquale, l’incendio dell’auto di un capo ultras e il tentato incendio di veicoli di due dirigenti. L’obiettivo, secondo la Dda, era costringere Nicola Canonico a cedere il controllo della società calcistica, per poi inserirsi nella nuova proprietà.
A seguito di queste intimidazioni, il Foggia è stato sottoposto dal maggio 2025 a un regime di amministrazione giudiziaria, il primo caso del genere in Italia per una società sportiva. A febbraio 2026, il Tribunale di Bari ha autorizzato il preliminare di vendita del club al gruppo imprenditoriale formato da Antonio e Giuseppe De Vitto e Gennaro Casillo. Attualmente, la squadra rossonera occupa l’ultimo posto nel girone C di Serie C, dopo aver subito dieci sconfitte consecutive in campionato.
La vicenda mette in luce i profondi legami tra la Società foggiana, un cartello mafioso radicato nella provincia di Foggia, e il mondo del calcio locale, confermando la necessità di misure di contrasto sempre più incisive contro le infiltrazioni criminali nello sport.






