Milano, 14 febbraio 2026 – La drammatica realtà dei senzatetto in Italia continua a rappresentare una strage silenziosa e costante. Nel 2025 sono infatti stati registrati 414 decessi tra le persone senza fissa dimora, un dato che conferma il trend degli anni precedenti e mette in luce un’emergenza sociale che coinvolge tutto il Paese, senza limitarsi alla stagione invernale.
Senzatetto, un fenomeno strutturale e diffuso su tutto il territorio nazionale
Secondo il report dell’Osservatorio fio.PSD ETS, le morti di persone senzatetto non sono eventi sporadici o circoscritti solo ai mesi più freddi dell’anno. Se l’inverno resta il periodo più drammatico, con 226 decessi, il fenomeno è continuo, con una media mensile tra 21 e 44 vittime. Le cause principali sono legate a malori improvvisi (42%) e a eventi violenti, tra cui aggressioni, incidenti e suicidi (40%). Questo quadro drammatico è aggravato dalla condizione di estrema vulnerabilità di chi vive per strada, spesso senza accesso alle cure mediche e ai servizi sociali.
La maggioranza delle vittime sono uomini (91,5%) e oltre la metà sono stranieri (56,5%), con una prevalenza significativa di persone provenienti da paesi extraeuropei quali Marocco (10%) e Tunisia (3,5%). L’età media dei deceduti si attesta a 46,3 anni, molto inferiore rispetto agli 81,9 anni della popolazione italiana generale, sottolineando la mortalità precoce associata alla vita in strada.
Nord Italia e grandi città al centro della crisi
La distribuzione geografica evidenzia come il Nord Italia sia l’area più colpita, con oltre la metà dei decessi (29% nel Nord-Ovest e 19,7% nel Nord-Est). Seguono il Centro (26%), il Sud (17%) e le Isole (8,3%). Le città di Milano e Roma si contendono il triste primato per il maggior numero di vittime, mentre si registra un incremento dei casi anche nei piccoli comuni e nelle aree interne, rendendo necessaria una risposta territoriale capillare.
I luoghi in cui sono avvenuti i decessi riflettono le precarie condizioni di vita: il 34% dei decessi è avvenuto in spazi pubblici come strade, parchi e aree accessibili, il 23% in baracche o ripari di fortuna e il 15% per annegamento. Non trascurabile è infine la percentuale di morti in carcere (8%).
Solo ieri a Milano si è registrato l’ottavo decesso di un senzatetto dall’inizio del 2026: un uomo di circa 60 anni, non identificato, soccorso in gravissime condizioni e morto dopo il ricovero all’ospedale Sacco. Questo evento conferma la persistente emergenza nella metropoli lombarda, che conta oltre 12.000 persone senza casa, la cifra più alta in Italia.
L’allarme lanciato da fio.PSD ETS e dalle associazioni impegnate nel settore evidenzia la necessità di interventi urgenti e diffusi per contrastare questa strage invisibile, che non conosce tregua e mette in ginocchio migliaia di persone in condizioni di estrema marginalità.






