Roma, 28 marzo 2026 – Si è spento all’età di 90 anni Gino Agnese, figura di spicco nel panorama culturale e giornalistico italiano, noto soprattutto per il suo contributo come esperto e divulgatore del Futurismo. La notizia della sua morte è stata accompagnata da un sentito cordoglio da parte della Biennale di Venezia, che ha ricordato con affetto e stima il giornalista, saggista e organizzatore culturale.
Gino Agnese: una carriera dedicata al Futurismo e alla cultura
Nato a Napoli il 10 marzo 1936, Gino Agnese ha avuto una carriera lunga e poliedrica, iniziata già da giovanissimo con la pubblicazione del suo primo articolo a soli sedici anni. Trasferitosi a Roma, è stato redattore e inviato speciale per importanti testate nazionali come Il Secolo d’Italia, Il Tempo, Il Giornale e Il Resto del Carlino. Nel 1982 ha fondato la rivista internazionale Mass Media, dedicata agli studi sulla comunicazione, pubblicata con cadenza bimestrale per tredici anni e arricchita da contributi di studiosi di rilievo internazionale.
Nel corso della sua vita, Agnese ha approfondito in modo particolare il Futurismo, diventando biografo di figure centrali come Filippo Tommaso Marinetti e Umberto Boccioni. Tra le sue opere più note si ricordano “Marinetti, una vita esplosiva” (1990) e “Vita di Boccioni” (1996), uniche biografie complete dedicate ai due protagonisti dell’avanguardia futurista.
Impegno istituzionale e organizzativo nel mondo dell’arte
Oltre all’attività giornalistica e saggistica, Gino Agnese ha ricoperto ruoli di rilievo nel panorama culturale italiano. È stato presidente della Quadriennale di Roma dal 2002 al 2011, e successivamente presidente onorario fino al 2015, promuovendo le edizioni XIV e XV dell’importante rassegna artistica e assicurando alla Quadriennale una nuova sede a Villa Carpegna, che ospita la biblioteca e l’archivio storico. Inoltre, ha svolto il ruolo di consigliere presso il Palazzo delle Esposizioni e le Scuderie del Quirinale dal 1998 al 2008, contribuendo all’organizzazione di numerosi convegni e mostre nazionali dedicate all’arte contemporanea e al Futurismo.
L’attività di Agnese si è distinta anche per la sua capacità di anticipare l’impatto dei nuovi media sulla cultura e la politica, come testimonia l’organizzazione nel 1995 del convegno Bit & Polis, incentrato sui cambiamenti introdotti dall’informatica e dalla rete.
La Biennale di Venezia e le istituzioni culturali italiane esprimono vicinanza e cordoglio alla famiglia, celebrando l’eredità di un intellettuale che ha saputo coniugare rigore storico e innovazione culturale.
