È venuto a mancare questa notte nella sua abitazione di Cesi di Terni Dario Antiseri, filosofo e storico della filosofia di fama internazionale, noto soprattutto per il suo impegno nel diffondere il pensiero di Karl Popper in Italia e per il suo contributo fondamentale alla filosofia del relativismo cristiano. Nato a Foligno il 9 gennaio 1940, Antiseri ha dedicato la sua vita accademica e culturale alla riflessione sulla metodologia delle scienze sociali, alla filosofia del linguaggio e all’epistemologia, mantenendo sempre un forte legame con i valori cristiani e un’attenzione pedagogica nei confronti della filosofia.
Il percorso accademico e l’impegno culturale di Dario Antiseri
Dario Antiseri si è laureato in filosofia presso l’Università di Perugia nel 1963, per poi perfezionare i suoi studi in diverse università europee, approfondendo la logica matematica, l’epistemologia e la filosofia del linguaggio. Libero docente dal 1968, ha insegnato nelle università di Roma “La Sapienza”, Siena e Padova, dove è stato professore ordinario di filosofia del linguaggio dal 1975 al 1986. Successivamente, dal 1986 al 2009, ha tenuto la cattedra di metodologia delle scienze sociali alla LUISS Guido Carli di Roma, dove è stato anche preside della facoltà di scienze politiche tra il 1994 e il 1998.
Il suo ultimo lavoro, pubblicato da Rubbettino e intitolato I dubbi del viandante, incarna il suo percorso di ricerca, incentrato sul rifiuto di ogni tipo di dogmatismo e sul valore del relativismo, tesi che ha difeso con forza anche quando ha ricevuto critiche da parte di ambienti ecclesiastici. Il filosofo ha sostenuto con coerenza che il relativismo non è contrapposto alla fede cristiana, ma ne costituisce anzi il fondamento ultimo, come si evince dal titolo di uno dei suoi libri più celebri, Cristiano perché relativista, relativista perché cristiano.
Un’eredità culturale e umana
Antiseri è stato un maestro apprezzato per la sua passione, dedizione e umanità, qualità che hanno lasciato un segno profondo nei suoi allievi e colleghi. Tra questi spicca l’editore Florindo Rubbettino, che ha ricordato con commozione come il filosofo sia stato un “costruttore di ponti” tra culture diverse: tra umanesimo e scienza, tra mondo liberale e cattolico, tra università e scuola.
Insieme a Giovanni Reale, suo stretto collaboratore e coautore di uno dei manuali di storia della filosofia più diffusi nei licei italiani, Antiseri ha contribuito a formare molte generazioni di studenti con opere tradotte in numerose lingue, dalla Cina alla Russia. La loro produzione congiunta rappresenta un punto di riferimento imprescindibile per lo studio della filosofia occidentale.
L’editore Rubbettino ha sottolineato l’importanza dell’insegnamento di Antiseri in un’epoca segnata dal ritorno di dogmatismi e intolleranza culturale, politica e religiosa. Il pensiero del filosofo, basato su un relativismo fatto non di indifferenza ma di accoglienza della libertà e delle idee altrui, si pone come un faro per contrastare ogni forma di prevaricazione ideologica.
La scomparsa di Dario Antiseri rappresenta una perdita significativa per la cultura italiana contemporanea, ma il suo lascito intellettuale continuerà a vivere attraverso le pagine dei suoi libri e il ricordo di chi ha avuto la fortuna di apprendere direttamente dalla sua viva voce.
