Trieste, 14 febbraio 2026 – Si è spento a Trieste Claudio Sterpin, figura centrale nel travagliato caso di Liliana Resinovich, la donna scomparsa il 14 dicembre 2021 e ritrovata senza vita il 5 gennaio 2022 nel boschetto dell’ex ospedale psichiatrico di San Giovanni a Trieste. Sterpin, 86 anni, ex maratoneta e amico intimo di Liliana, è stato l’ultimo a sentirla telefonicamente la mattina della sua scomparsa.
L’amicizia e le ultime parole di Claudio Sterpin a Liliana Resinovich
La notizia della morte di Sterpin è stata diffusa ieri sera dalla trasmissione Quarto Grado e ha rapidamente fatto il giro di Trieste, alimentando ricordi e riflessioni sul loro rapporto. Claudio Sterpin ha sempre parlato di una relazione affettuosa con Liliana, descrivendo un legame speciale che si sarebbe potuto evolvere in convivenza, se non fosse intervenuta la tragedia.
In un’intervista a Pomeriggio Cinque News, Sterpin ha chiarito alcune dichiarazioni recentemente attribuitegli dal marito di Liliana, Sebastiano Visintin, in particolare sulla natura del loro rapporto: “Facevamo l’amore tenendoci per mano, a tavola, guardandoci negli occhi e dicendoci ‘ciao amore’ ripetutamente. Questo era il nostro modo di amare“. Sterpin ha inoltre accusato Visintin di aver osservato Liliana per molto tempo e di aver travisato le sue parole.
Sterpin ha più volte dichiarato di non credere che Visintin sia l’autore dell’omicidio, ma di essere certo che quest’ultimo sappia chi è stato. “È stato un lavoro premeditato, fatto da più persone“, ha affermato, sottolineando che il corpo di Liliana sarebbe stato spostato nel boschetto solo poche ore prima del ritrovamento, contraddicendo la prima ipotesi del suicidio. Durante l’incidente probatorio chiesto dalla Procura di Trieste, Sterpin ha ribadito la sua versione, confermando di aver ripetuto quanto già detto in precedenti dichiarazioni.

Il caso Resinovich: sviluppi giudiziari e scientifici
Il caso che ha coinvolto Liliana Resinovich continua a suscitare attenzione e controversie, nonostante le numerose inchieste e perizie. La Corte di Cassazione ha recentemente respinto il ricorso della difesa di Sebastiano Visintin, marito di Liliana, che chiedeva una nuova perizia medico-legale sulla morte della donna. La sentenza, depositata nel novembre 2025, ha confermato la validità dell’incidente probatorio disposto dal gip di Trieste, limitato agli accertamenti genetici e dattiloscopici, rigettando la richiesta di una nuova autopsia.
Le perizie mediche, tra cui quella della rinomata antropologa forense Cristina Cattaneo, hanno evidenziato segni compatibili con un omicidio, tra cui una frattura alla seconda vertebra toracica e segni di strangolamento, alimentando il dibattito sull’origine della morte di Liliana.
Claudio Sterpin, che aveva un ruolo chiave nelle indagini, ha lasciato un’impronta indelebile nella vicenda, non solo per il suo legame con la vittima ma anche per le sue dichiarazioni pubbliche che hanno acceso ulteriori tensioni nel complesso scenario giudiziario e mediatico di Trieste.






