Napoli, 6 gennaio 2026 – È deceduta dopo dieci giorni di agonia la donna di origine nigeriana di 33 anni, vittima di una brutale aggressione da parte dell’ex compagno a Castel Volturno (Caserta). L’uomo, un 32enne connazionale, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio, ora destinata ad aggravarsi.
Castel Volturno, l’aggressione e il fermo del sospettato
Secondo quanto ricostruito dagli agenti del commissariato di Castel Volturno, intervenuti dopo la segnalazione di una lite, la vittima è stata trovata nel cortile di una villetta a schiera, riversa a terra e in condizioni disperate, gravemente ferita a seguito della violenta aggressione. L’ex compagno, presente nella casa con il polso destro fasciato e tracce di sangue sui vestiti, era accompagnato da un amico al momento dell’intervento della polizia.
Gli accertamenti investigativi hanno confermato la responsabilità dell’uomo, che avrebbe colpito la donna anche con una scopa, rendendo necessario il fermo disposto dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato la misura cautelare in carcere per il 32enne, ora indagato per tentato omicidio, con l’ipotesi di accusa che sarà aggiornata alla luce del decesso della vittima.
Contesto e simili episodi in Italia
Un caso che ricorda tristemente la vicenda di Nadia Khaidar, cittadina marocchina di 50 anni, morta a Bologna dopo quasi tre mesi di ricovero in ospedale per le ferite riportate in un’aggressione da parte dell’ex compagno, anch’egli di origine marocchina. Nel suo caso, l’uomo era stato arrestato per tentato omicidio e l’accusa sarà riformulata in omicidio a seguito della morte della donna.
Questi episodi si inseriscono in un quadro più ampio di violenza di genere e femminicidi che continuano a colpire l’Italia, sottolineando l’urgenza di interventi efficaci per la prevenzione e la tutela delle vittime. Sul fronte territoriale, Castel Volturno, comune in provincia di Caserta con una popolazione di circa 31.000 abitanti, è un’area già segnata da problematiche sociali e criminali legate alla presenza di diverse comunità straniere e a fenomeni di illegalità.
Le indagini proseguono per ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione e per approfondire le responsabilità dell’ex compagno, ora detenuto in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.
