Torino, 24 gennaio 2026 – Nella notte scorsa, un grave episodio di violenza domestica ha scosso la comunità di Caselle Torinese: un uomo di circa quarant’anni ha contattato il 112 confessando di aver ferito gravemente la madre con una pistola sparachiodi, un attrezzo solitamente impiegato in ambito agricolo per conficcare chiodi nel legno. La donna, 65 anni, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Giovanni Bosco in condizioni critiche.
L’intervento delle forze dell’ordine e le condizioni della vittima
L’episodio si è verificato in una cascina di via Torino 90, dove madre e figlio convivevano. Immediatamente allertati, i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Venaria Reale sono giunti sul posto insieme all’ambulanza del 118 dell’Azienda Zero. I sanitari hanno iniziato le manovre di rianimazione già sul luogo dell’aggressione, trasportando poi la donna in codice rosso per un trauma cranico gravissimo. Le condizioni della vittima restano disperate, con prognosi riservata.
Il quarantenne, agricoltore di Caselle, è stato fermato con l’accusa di tentato omicidio e si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La pistola sparachiodi: un’arma pericolosa e poco conosciuta
La pistola sparachiodi è uno strumento tecnico progettato per l’installazione rapida di chiodi in materiali come il legno. Può funzionare a sparo – simile a un’arma da fuoco – o a percussione tramite molla, con modalità di sparo sequenziale o continuo. Nonostante la sua destinazione d’uso industriale e agricola, rappresenta un oggetto potenzialmente letale se utilizzato impropriamente.
Gli incidenti legati all’uso di questa attrezzatura sono frequenti e possono causare gravi danni, inclusi traumi a tendini, nervi e ossa, fino a esiti fatali come paralisi o lesioni cerebrali. Negli Stati Uniti si registrano circa 37.000 accessi al pronto soccorso ogni anno per lesioni da sparachiodi, un dato che evidenzia i rischi connessi a un impiego non corretto o criminale.
Il ruolo dei Carabinieri nell’emergenza
L’Arma dei Carabinieri, corpo militare e di polizia con competenze generali su tutto il territorio nazionale, ha agito tempestivamente per isolare e gestire la situazione. Il Nucleo Radiomobile, specializzato in interventi rapidi e operazioni di soccorso, ha garantito il pronto intervento, mentre il fermo del presunto aggressore testimonia l’impegno dell’Arma nel contrastare episodi di violenza domestica.
L’episodio conferma la necessità di una maggiore attenzione e regolamentazione sull’uso di strumenti potenzialmente pericolosi come la pistola sparachiodi, soprattutto quando finiscono in mani sbagliate. Nel frattempo, la comunità di Caselle segue con apprensione l’evolversi delle condizioni della donna e l’iter giudiziario nei confronti del figlio.






