Sassari, 9 febbraio 2026 – Un grave caso di violenza domestica è stato scoperto a Sassari, dove una giovane donna di 25 anni è stata salvata dai carabinieri dopo essere stata segregata, picchiata, torturata e stuprata per almeno dieci giorni dal suo fidanzato, un uomo di 35 anni.
Il salvataggio e le condizioni della donna
L’intervento dei carabinieri è avvenuto venerdì notte, quando sono riusciti a entrare nell’abitazione dove la giovane era tenuta prigioniera. Al momento del recupero, la ragazza si trovava in uno stato di shock, terrorizzata e coperta di lividi evidenti. Ha riferito di essere stata vittima di insulti, percosse e bruciature, oltre a raccontare di essere stata sfigurata con dell’acido da parte dell’uomo. Le accuse nei confronti del 35enne sono gravissime e comprendono anche la violenza sessuale.
Procedimenti giudiziari e ruolo dei carabinieri
L’uomo è stato arrestato in flagranza di reato e, durante l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari (gip), ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. L’azione tempestiva dell’Arma dei Carabinieri, corpo militare con compiti di polizia generale, è stata determinante per mettere fine a questa terribile vicenda. I carabinieri, noti per intervenire anche in situazioni di emergenza come questa, hanno garantito la sicurezza della vittima e avviato le indagini necessarie per il prosieguo del procedimento penale.
Il caso si inserisce nel contesto più ampio della lotta contro la violenza di genere in Italia, dove le forze dell’ordine svolgono un ruolo cruciale nella tutela delle vittime e nella repressione degli abusi. Sassari, capoluogo della Sardegna con oltre 120 mila abitanti, è stata teatro di questo episodio che richiama l’attenzione sull’importanza di un intervento rapido e coordinato per prevenire e contrastare tali crimini.






