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Home Cronaca

Distribuzione gratuita di pipe per crack a Bologna: scoppia la polemica

Il progetto di riduzione del danno promosso dal Comune prevede la distribuzione di pipe sicure per limitare i rischi sanitari tra i consumatori di crack a Bologna

by Giacomo Camelia
27 Agosto 2025
Delle pipe in alluminio per fumare crack

Alanews.it

Bologna, 27 agosto 2025 – Si intensifica la polemica a Bologna dopo l’annuncio da parte del Comune, guidato dal Partito Democratico, della distribuzione gratuita di pipe in alluminio per il consumo di crack. Repubblica informa che la misura, parte di un progetto di riduzione del danno avviato già nel 2024, prevede la consegna degli strumenti agli utilizzatori di questa sostanza attraverso operatori di strada e il centro ‘Fuori Binario’ in via Carracci. Il costo stimato è di circa 3.500 euro per 300 pipe, a carico dell’amministrazione comunale.

L’iniziativa ha suscitato un acceso dibattito politico, con il centrodestra che attacca duramente la giunta Lepore e annuncia azioni legali per quella che definiscono un’incitazione al consumo e allo spaccio di droghe. Intanto il Comune difende il progetto come strumento per tutelare la salute dei consumatori e limitare i danni sanitari connessi all’uso di materiali improvvisati.

Il progetto di riduzione del danno legato al crack a Bologna

L’assessora alla Sicurezza del Comune di Bologna, Matilde Madrid, ha spiegato che la distribuzione delle pipe è una parte fondamentale della strategia di riduzione del danno rivolta a intercettare i consumatori di crack e a ridurre le patologie correlate, come sanguinamenti, tracheiti e infezioni spesso causate dall’utilizzo di materiali non idonei e condivisi.

L’obiettivo del Comune è quindi quello di offrire strumenti adeguati per limitare i rischi sanitari, oltre a fornire kit per il drug checking, che consente agli utenti di analizzare le sostanze prima del consumo.

Gli operatori di strada, insieme a un’équipe sanitaria, lavorano principalmente nella zona di via Carracci, affiancando ai servizi materiali anche spazi di accoglienza, pasti, cineforum e laboratori per instaurare un rapporto di fiducia e accompagnare i consumatori verso percorsi di cura.

Le reazioni politiche e le accuse di Fratelli d’Italia e Lega

La decisione del Comune ha fatto scattare l’allarme tra i rappresentanti di Fratelli d’Italia e della Lega, che parlano di una scelta irresponsabile e pericolosa. Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera, ha commentato duramente: “Nel giorno in cui il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo al Meeting di Rimini, pronuncia parole forti contro la droga, apprendiamo che il Comune di Bologna, a guida Pd, distribuisce gratuitamente pipe per inalare sostanze a base di cocaina, a spese dei cittadini bolognesi. È un’induzione al consumo di droga e alla dipendenza. La droga fa schifo!”.

L’europarlamentare Stefano Cavedagna di Fratelli d’Italia ha annunciato una denuncia formale contro il sindaco Lepore e la giunta comunale per incitamento al consumo e allo spaccio di droghe: “Distribuire pipe gratis per consumare crack, utilizzando soldi pubblici, è una scelta inaccettabile, oltre ogni ragionevole valutazione. Sembra più una promozione dello spaccio che un’azione di contrasto”. Anche il senatore meloniano Marco Lisei ha definito la misura una follia: “Siamo di fronte al ‘Comune spacciatore’. Presenterò un’interrogazione parlamentare e stiamo valutando una denuncia per istigazione a delinquere”.

Il centrodestra non si limita alle parole

La Lega, con l’europarlamentare Anna Cisint e il capogruppo in Comune Matteo Di Benedetto, ha annunciato un esposto in procura e al prefetto per denunciare la possibile configurazione del reato di istigazione all’uso di sostanze stupefacenti. “Bologna è la città con il più alto consumo di droghe in Italia – sottolineano –. È assurdo contrastare questa diffusione fornendo strumenti per drogarsi. Questa scelta rappresenta un fallimento nella lotta alla droga e mette a rischio la salute pubblica”.

Sulla stessa linea, i consiglieri civici Gian Marco De Biase e Samuela Quercioli hanno sottolineato come questa iniziativa “violi i principi costituzionali” e rischi di “normalizzare l’uso di una sostanza devastante”, evidenziando come le dipendenze si combattano affrontando le cause sociali e sanitarie alla radice, e non facilitandone l’assunzione.

Tags: Bologna

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