Milano, 24 febbraio 2026 – Un pomeriggio di emozioni e ricordi ha animato il Belvedere Berlusconi di Palazzo Lombardia in occasione del novantesimo compleanno di Dan Peterson, iconico allenatore di pallacanestro statunitense e celebre commentatore televisivo. L’evento, organizzato con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, società sportive e giovani atleti, ha reso omaggio a una figura che ha segnato profondamente la storia del basket italiano.
Il tributo a Dan Peterson: una carriera tra successi e innovazioni

Dan Peterson, nato a Evanston nel 1936, ha vissuto una carriera luminosa che lo ha portato a diventare un punto di riferimento nel mondo della pallacanestro italiana. Arrivato in Italia nel 1973, ha guidato squadre prestigiose come la Virtus Bologna e l’Olimpia Milano, conquistando numerosi titoli tra cui quattro scudetti e una Coppa dei Campioni. La sua influenza andò ben oltre il campo da gioco: Peterson fu anche giornalista, scrittore e motivatore, contribuendo a diffondere la cultura del basket in un paese dove questo sport era ancora di nicchia.
Il momento più toccante della celebrazione è stato il riconoscimento da parte di Dino Meneghin, una delle leggende del basket italiano, che ha ricordato con affetto il ruolo fondamentale svolto da Peterson nella sua carriera. Meneghin ha sottolineato come l’allenatore abbia portato “novità tecniche e umane” e gli abbia dato “una nuova vita sportiva” quando nessuno più riponeva fiducia in lui. Il legame tra i due si è manifestato anche nell’abbraccio simbolico tra passato e presente con la consegna, da parte dell’attuale allenatore dell’Olimpia Milano, Giuseppe Poeta, di una canotta personalizzata come regalo per il compleanno.
Un personaggio amato anche dalle istituzioni e dal pubblico
Anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha partecipato all’evento, evidenziando l’importanza di celebrare i grandi protagonisti dello sport, a prescindere dalle rivalità. Fontana ha riconosciuto come Dan Peterson abbia contribuito in modo decisivo a far crescere la popolarità della pallacanestro in Italia, trasformandola da disciplina di nicchia a sport amato da molti.
L’ex allenatore, visibilmente commosso, ha dichiarato: “È stata una grande sorpresa per me. Non sapevo niente. Sono arrivato qui, ho visto il tabellone con il mio viso e qualche mio ex giocatore”, esprimendo gratitudine per il calore dimostrato.
Dan Peterson, una vita dedicata al basket
La carriera di Dan Peterson è costellata di riconoscimenti importanti: dal 2012 è membro dell’Italian Basket Hall of Fame, un attestato di stima che riflette la sua importanza nel panorama cestistico nazionale. Dopo il ritiro dalle panchine, avvenuto nel 1987, ha continuato a essere protagonista come commentatore televisivo, portando il basket nelle case degli italiani con il suo stile inconfondibile.
L’omaggio di Dino Meneghin e il legame con la NBA
Dino Meneghin, ex campione e dirigente sportivo di altissimo livello, ha ricordato anche un episodio poco noto della sua carriera: la sua selezione al Draft NBA del 1970 da parte degli Atlanta Hawks, un fatto che lui stesso ha scoperto solo dai giornali, senza mai ricevere una chiamata ufficiale dagli Stati Uniti. Meneghin ha spiegato come all’epoca la NBA fosse percepita come un mondo lontano e poco accessibile per i giocatori europei, spesso considerati dilettanti. La sua scelta di rimanere in Italia fu dettata anche da queste dinamiche, preferendo la sicurezza di un contratto triennale con Varese rispetto a un possibile, ma incerto, futuro oltreoceano.
La serata dedicata a Dan Peterson ha quindi rappresentato un momento di celebrazione per due protagonisti che hanno contribuito a scrivere pagine indimenticabili del basket italiano, testimoniando il valore dello sport come veicolo di passione, cultura e amicizia.






