Genova, 2 aprile 2026 – Si avvicina la fase conclusiva del processo per il crollo del Ponte Morandi, avvenuto il 14 agosto 2018 e costato la vita a 43 persone. Il presidente del collegio giudicante, Paolo Lepri, ha fissato per il 15 aprile l’ultima udienza, mentre la sentenza è attesa entro metà giugno, a conclusione di un lungo iter giudiziario iniziato nel luglio 2022.
Iter processuale e calendario delle udienze
Nella giornata odierna si è svolta l’ultima sessione dedicata alle arringhe difensive, con l’intervento di Guido Carlo Alleva in rappresentanza dell’ex amministratore delegato di Aspi, Giovanni Castellucci. Le attività riprenderanno l’8 aprile con le repliche dei pubblici ministeri Marco Airoldi e Walter Cotugno, limitate a un solo giorno. Successivamente, dal 13 al 15 aprile, si terranno le controrepliche delle difese, circoscritte ai punti sollevati dall’accusa. Al termine di questo ciclo, il collegio potrebbe entrare in camera di consiglio per deliberare la sentenza. Tuttavia, è più probabile che venga disposto un rinvio, motivo per cui la pronuncia definitiva è attesa entro metà giugno.
Il processo coinvolge complessivamente 57 imputati e rappresenta uno dei procedimenti più rilevanti in Italia per la gestione della sicurezza infrastrutturale, dopo la tragedia che sconvolse Genova e l’intero Paese.
Le responsabilità societarie nel caso Ponte Morandi
Tra gli imputati spicca la figura di Giovanni Castellucci, ex amministratore delegato di Atlantia e Autostrade per l’Italia, società concessionaria della rete autostradale inclusa quella del Ponte Morandi. Castellucci è stato al centro di numerose indagini e procedimenti giudiziari che hanno coinvolto la gestione delle infrastrutture e la sicurezza dei trasporti. Nonostante le accuse, ha mantenuto a lungo una posizione di comando all’interno del gruppo Atlantia, con ampi poteri decisionali e un compenso annuo che ha superato i cinque milioni di euro.
Il contesto societario si è caratterizzato per la distribuzione di ingenti dividendi agli azionisti, mentre le spese per la manutenzione delle infrastrutture, pur consistenti, sono state oggetto di critiche per presunte insufficienze. Il patto di sindacato che regola i rapporti tra Atlantia e gli investitori esteri Allianz e Silk Road ha garantito a Castellucci autonomia nella gestione, escludendo interferenze nella sua nomina o revoca. Questo aspetto ha alimentato dibattiti sull’opportunità di un eventuale commissariamento societario per garantire trasparenza e responsabilità.
Il processo per il crollo del Ponte Morandi rappresenta, dunque, un momento cruciale per la giustizia italiana nel tentativo di accertare le responsabilità individuali e collettive legate a una delle tragedie infrastrutturali più gravi degli ultimi decenni.






