Suvignano (Siena), 18 ottobre 2025 – Più della metà degli italiani si è imbattuta in contenuti d’odio online, con una crescente preoccupazione rispetto all’hate speech e alla disinformazione. Questi dati emergono dall’Agcom e sono stati al centro dei “Suvignano Days 2”, la due giorni dedicata alla legalità digitale e alla criminalità organizzata contemporanea che si è svolta nella Tenuta di Suvignano e a Buonconvento, nel senese. L’evento, promosso dallo Spi Cgil in collaborazione con Libera, Arci Toscana e i Comuni di Monteroni d’Arbia, Murlo e Buonconvento, ha affrontato temi cruciali quali la diffusione dell’odio in rete, le fake news e le nuove forme di sfruttamento lavorativo nel mondo digitale. Il tutto, sottolineando come il rapporto tra mafie e web sia ormai consolidato.
Le mafie e il web: un legame indissolubile
Marco Tognetti, coordinatore didattico del Progetto Legalità Digitale SPI CGIL, ha sottolineato come “quasi tutte le forme di criminalità organizzata grave hanno oggi una impronta digitale, come strumento, obiettivo o facilitatore del crimine”. Secondo il rapporto EU-SOCTA 2025 della Commissione Europea e di Europol, la criminalità organizzata integra sempre più strumenti informatici nel proprio modus operandi, ampliando il proprio raggio d’azione nel cyberspazio. Questo fenomeno, noto come cyber mafia, rappresenta un’evoluzione delle organizzazioni criminali tradizionali, che utilizzano reti digitali per riciclaggio di denaro, frodi, traffici illeciti e propaganda, rafforzando così il proprio radicamento territoriale.

Nel corso della prima giornata, dedicata a “Verità e finzione online: le fake news al tempo dell’intelligenza artificiale”, è emerso che sono 43 milioni gli italiani attivi sui social network, con 4,5 milioni che si informano esclusivamente attraverso questi canali, esponendosi maggiormente alla disinformazione. L’intelligenza artificiale ha modificato il modo di cercare informazioni, passando da motori di ricerca a sistemi di risposta automatica, ma questo può allontanare gli utenti dalla fonte originale, facilitando la diffusione di contenuti manipolati e falsi.
Nuove forme di sfruttamento e lavoro fragile nel mondo digitale
La seconda giornata si è concentrata sulla presenza online della criminalità organizzata e sulle nuove forme di sfruttamento lavorativo, spesso poco conosciute ma in crescita, soprattutto nell’ambito delle piattaforme digitali. Al Teatro dei Risorti di Buonconvento sono stati presentati anche i lavori degli studenti coinvolti nel progetto “Criminal appeal”, che ha analizzato come la criminalità organizzi la propria narrativa sui social media, videogiochi e musica.
In una tavola rotonda moderata dall’ex prefetto Renato Saccone, esperti e rappresentanti delle istituzioni hanno evidenziato la realtà di tanti lavoratori “invisibili”, vittime di precarietà strutturale e sfruttamento, privi di diritti e tutele. La Segretaria generale dello SPI CGIL, Tania Scacchetti, ha richiamato l’attenzione sull’importanza di riportare il lavoro al centro del dibattito culturale e politico, difendendo non solo il rispetto delle regole ma anche la dignità e il riconoscimento economico dei lavoratori.






