Roma, 31 gennaio 2026 – Un allarme unanime giunge dagli uffici giudiziari di tutta Italia, dal Nord al Sud, riguardo al preoccupante aumento della violenza minorile e dei reati commessi da minori. Le relazioni delle Corti d’Appello evidenziano una crescita significativa di comportamenti criminali che coinvolgono giovanissimi, confermando una tendenza già emersa negli ultimi anni e che interessa diverse realtà territoriali.
Il quadro nazionale sulla violenza minorile
La procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, ha denunciato un incremento di circa il 40% negli ultimi 12 mesi dei delitti contro la libertà sessuale perpetrati da minorenni, includendo abusi e violenze di genere. Per la prima volta in anni recenti, sono stati iscritti procedimenti anche per reati gravissimi come omicidio e femminicidio a carico di under 18. Nanni ha inoltre sottolineato l’aumento degli scippi e delle rapine, attribuendo parte del fenomeno alla presenza di minori stranieri non accompagnati e ai cosiddetti “maranza”, gruppi devianti di seconda generazione delle periferie lombarde.
A Catania, il presidente facente funzione della Corte d’Appello, Giovanni Di Pietro, ha parlato di “elevatissimi tassi di devianza minorile”, collegati ai dati allarmanti sull’abbandono e la dispersione scolastica, definiti “da Guinness dei primati”. Anche a Roma e nel Lazio la situazione è critica: il procuratore generale Giuseppe Amato ha evidenziato un aumento del 50% della popolazione detenuta nelle carceri minorili negli ultimi tre anni. Particolarmente preoccupante è il fenomeno dei “baby pusher”, minorenni dediti allo spaccio di droghe come cocaina e crack.
A Napoli, si registra un uso crescente e disinvolto delle armi tra i più giovani. Il procuratore generale Aldo Policastro ha riferito che nel 2025 sono stati iscritti otto procedimenti per omicidio, quaranta per associazione camorristica, 468 per armi e persino quattro per terrorismo, con una frequenza senza precedenti di “stese, ferimenti e omicidi” tra giovanissimi.
L’allarme nelle altre regioni e le difficoltà organizzative
In Emilia-Romagna si segnala un allarme specifico per l’uso di coltelli e armi bianche tra adolescenti. Il procuratore generale Paolo Fortuna e l’avvocato generale Ciro Cascone hanno definito il fenomeno particolarmente diffuso e spesso preludio di delitti più gravi.
Da Perugia, il procuratore generale Sergio Sottani ha evidenziato come la violenza sia ormai una forma di comunicazione giovanile, manifestandosi attraverso bullismo online, risse e aggressioni verbali e fisiche.
Infine, ad Ancona si registra una situazione critica per la carenza di personale che potrebbe portare alla sospensione delle udienze presso il tribunale per i minorenni, aggravando ulteriormente una realtà già complessa.
Le testimonianze e i dati offerti dalle massime autorità giudiziarie in varie città italiane dipingono un quadro di crescente emergenza che coinvolge minori sempre più giovani e violenti, con implicazioni sociali e di sicurezza che richiedono attenzione e interventi coordinati.






