Crans-Montana, 11 gennaio 2026 – Le indagini sulla tragedia che ha colpito il locale Le Constellation nella notte di Capodanno a Crans-Montana si intensificano, mettendo sotto la lente d’ingrandimento non solo i proprietari del locale, ma anche l’operato del Comune. Il rogo, che ha provocato 40 vittime e 116 feriti, ha sollevato numerosi dubbi circa la gestione della sicurezza pubblica e il rispetto delle normative antincendio.
Crans-Montana: i proprietari del locale e le accuse della Procura
I coniugi Jacques e Jessica Moretti, titolari francesi del locale dal 2015, sono sotto i riflettori degli inquirenti. L’inchiesta si concentra sul rispetto delle misure di sicurezza e sulla frequenza delle ispezioni antincendio, che secondo la normativa cantonale devono essere annuali. I Moretti hanno dichiarato che negli ultimi dieci anni il locale era stato ispezionato solo tre volte con esito positivo, un dato che contrasta con le disposizioni vigenti e che sta ora venendo approfondito dagli inquirenti.
Le indagini mirano anche a chiarire se il bar possedesse le autorizzazioni necessarie per trasformarsi in locale da ballo, un aspetto cruciale per la gestione degli eventi e per la sicurezza degli avventori.
La procuratrice generale Béatrice Pilloud ha sottolineato che l’inchiesta valuterà tutte le misure di sicurezza adottate, dagli estintori alle vie di evacuazione, passando per la capienza autorizzata e l’efficienza degli impianti antincendio.
Il Comune di Crans-Montana sotto accusa: il documento scomparso
Contemporaneamente alle indagini sui proprietari, la Procura ha rivolto l’attenzione anche al Comune di Crans-Montana, per verificare eventuali responsabilità nel controllo delle autorizzazioni e nell’applicazione delle normative di sicurezza. È emerso infatti che un importante documento ufficiale dedicato alla sicurezza antincendio, pubblicato solo pochi mesi prima della tragedia, è stato rimosso dal sito web istituzionale senza alcuna spiegazione ufficiale.
Si tratta di un opuscolo in formato PDF, lungo dieci pagine, che illustrava nel dettaglio l’organizzazione del servizio di sicurezza pubblica del Comune. Nel documento, si evidenziava la scelta di Crans-Montana di istituire un servizio dedicato alla prevenzione e supervisione dei rischi, con particolare riguardo alla sicurezza degli eventi aperti al pubblico. Il testo sottolineava come ogni manifestazione, anche su proprietà privata, dovesse ricevere un’autorizzazione del Consiglio comunale basata sulla valutazione del servizio di sicurezza, che avrebbe dovuto analizzare capacità del locale, vie di fuga, impianti a gas ed elettricità, e sistemi antincendio.
L’opuscolo evidenziava inoltre la semplificazione delle procedure per la richiesta di permessi e l’integrazione dei dati nel portale VSGIS, un sistema informativo geografico del Vallese che consente una rapida localizzazione delle strutture per i servizi di emergenza.
Il sindaco e la Procura, interpellati sulla rimozione del documento, non hanno fornito spiegazioni, alimentando sospetti e ulteriori domande sull’effettiva trasparenza e sulla corretta applicazione delle norme.
Le responsabilità e i dubbi sulle procedure di controllo
Il nodo centrale delle indagini riguarda il rispetto delle procedure descritte nel documento scomparso. Gli inquirenti stanno verificando se i proprietari del locale abbiano effettivamente compilato e presentato i moduli di richiesta per l’evento di Capodanno, se il permesso sia stato rilasciato e sulla base di quali ispezioni. Si indaga anche sulla regolarità degli impianti e sulla conformità dei materiali utilizzati durante le ristrutturazioni.
Il presidente del consiglio comunale, Nicolas Féraud, ha respinto l’ipotesi di un lassismo del Comune, ma ha ammesso che la tragedia impone una revisione dei regolamenti e delle procedure di controllo. La Procura ha richiesto tutta la documentazione relativa ai controlli effettuati presso il locale per compiere accertamenti approfonditi.
In passato due indagini sui coniugi Moretti
Nel percorso professionale di Jacques e Jessica Moretti emergono precedenti accertamenti da parte delle autorità del Vallese. Secondo quanto riferiscono Le Matin Dimanche e la SonntagsZeitung, i due imprenditori sono stati coinvolti in due distinte verifiche: una di natura penale nel 2020 legata ai finanziamenti Covid e una successiva ispezione dell’ufficio del lavoro nel 2022.
Nel primo caso, i Moretti avevano ricevuto un prestito Covid di 75.500 euro, pari a circa il 10% del fatturato della loro società. Dalle ricostruzioni giornalistiche risulta che 33 mila euro di quella somma sarebbero stati impiegati per l’acquisto di una Maserati, in seguito ceduta al padre di Jacques. L’inchiesta si è tuttavia conclusa con un non luogo a procedere, dopo che la coppia ha dimostrato che il veicolo non risultava intestato a loro, ma contabilizzato nei conti della società Le Constellation.
Due anni più tardi, nel 2022, è intervenuto anche l’ispettorato del lavoro, in seguito a segnalazioni provenienti da alcuni dipendenti francesi. Le contestazioni riguardavano presunte irregolarità sulle condizioni lavorative, tra cui orari non rispettati, lavoro notturno non retribuito e mancato rispetto dei riposi, come riferito da una fonte a conoscenza del dossier.






