Nuovi dettagli emergono dall’interrogatorio di Jankovic Predrag, addetto alla sicurezza del Constellation, il locale di Crans-Montana teatro della tragedia di Capodanno in cui hanno perso la vita 41 persone e 115 sono rimaste ferite.
Crans-Montana: le indicazioni sulle porte di sicurezza nella notte di Capodanno
Durante l’interrogatorio presso la polizia di Sion, Jankovic ha rivelato che la direttiva ricevuta dal personale era di mantenere chiuse le due porte di sicurezza del locale. L’accesso e l’uscita dagli ambienti dovevano avvenire esclusivamente attraverso la porta principale. “Ho sentito parlare Jessica con i suoi collaboratori – ha riferito il buttafuori – dicevano che le porte dovevano rimanere chiuse”. Questa circostanza è al centro delle indagini per comprendere le dinamiche che hanno portato alla tragedia durante il veglione di Capodanno.
Mozione alla Regione Lombardia per costituirsi parte civile
La tragedia di Crans-Montana è stata al centro del dibattito, ieri, in seno al Consiglio regionale della Lombardia. L’organo legislativo ha approvato una mozione di Fratelli d’Italia. Mozione che chiede un passo istituzionale a tutela dei cittadini lombardi binari. Due le strade da seguire, come scrive Qui Como: la partita giudiziaria in Svizzera e l’assistenza alle persone colpite e alle loro famiglie.
La mozione, nello specifico, impiega la Giunta a valutare “con urgenza” la costituzione di Regione Lombardia come parte civile nel procedimento penale avviato in Svizzera. Parallelamente, la stessa mozione chiede l’istituzione di un fondo speciale destinato alle famiglie delle vittime e ai sopravvissuti dell’incendio a Crans-Montana, allo scopo di non lasciare solele persone che stanno affrontando conseguenze fisiche e psicologiche pesanti.
Barbara Mazzali, prima firmataria della mozione, si è espressa in questi termini: “Le istituzioni hanno il dovere morale di non restare a guardare. Non permetteremo che il dolore delle famiglie lombarde sia lasciato solo di fronte alla complessità di un processo estero”. E ancora: “Vogliamo essere accanto ai nostri concittadini, per assicurarci che ogni responsabilità venga accertata e che la sicurezza non sia mai più sacrificata in nome del profitto. Nessuna famiglia lombarda deve sentirsi sola o indifesa fuori dai nostri confini. La nostra presenza nel procedimento penale servirà a gridare che la Lombardia esige verità, chiarezza e piena trasparenza”.






