Ginevra, 24 gennaio 2026 – La procuratrice generale del Canton Vallese, Béatrice Pilloud, è intervenuta oggi per chiarire la sua posizione in merito alla scarcerazione di Jacques Moretti, indagato per la strage di Capodanno al locale Constellation di Crans-Montana. Nel corso di un colloquio con l’ambasciatore italiano in Svizzera, Pilloud ha spiegato che la decisione non è stata presa da lei, ma dal Tribunale delle misure coercitive.
Crans-Montana: la posizione di Béatrice Pilloud sulla scarcerazione di Moretti
La procuratrice, da tempo sotto i riflettori per la gestione dell’inchiesta sulla tragedia che ha causato 40 morti e oltre cento feriti, ha voluto sottolineare di non voler alimentare tensioni diplomatiche tra Italia e Svizzera. Citata dall’agenzia Keystone-ATS, Pilloud ha affermato: “Non si tratta di una mia scelta, ma di una decisione giudiziaria”. Ha inoltre consigliato all’ambasciatore italiano di rivolgersi direttamente alle autorità federali svizzere, tra cui il Consiglio federale e l’Ufficio federale di giustizia, per eventuali ulteriori chiarimenti o contestazioni.
La procuratrice ha ribadito con fermezza che non cederà a eventuali pressioni esterne, sottolineando il rispetto per le procedure legali e l’indipendenza dell’ordinamento giudiziario svizzero.
Béatrice Pilloud e il delicato incarico sull’inchiesta
Nominata all’inizio del 2024, Béatrice Pilloud ha assunto un ruolo cruciale nel difficile contesto dell’inchiesta sulla strage di Crans-Montana. Originaria dell’alto Vallese e nota per la sua determinazione, è stata chiamata a gestire una delle indagini più complesse e delicate degli ultimi anni in Svizzera. Nonostante le critiche ricevute, la procuratrice ha mantenuto un atteggiamento risoluto, impegnandosi a fare luce sulle responsabilità.
Il caso di Crans-Montana ha sollevato numerose polemiche, anche per i legami politici di Pilloud con il partito del sindaco locale, che hanno spinto alcuni esponenti politici a chiedere un procuratore speciale esterno. Tuttavia, la procuratrice ha ribadito la sua volontà di proseguire senza interferenze, garantendo trasparenza e rigore nel lavoro investigativo.
In questo clima di alta tensione, la vicenda della scarcerazione di Moretti rimane affidata alle decisioni giudiziarie svizzere, e la procuratrice si è schierata a difesa del corretto funzionamento delle istituzioni del suo Cantone.






