Roma, 15 gennaio 2026 – L’Italia chiede ufficialmente alla Commissione europea di costituirsi parte civile nel procedimento giudiziario in corso in Svizzera per la tragedia avvenuta a Crans-Montana. Lo ha annunciato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, al termine di un incontro a Palazzo Chigi con i familiari delle vittime italiane dell’incendio che il 1° gennaio ha causato 47 morti e 116 feriti, tra cui sei cittadini italiani.
La richiesta dell’Italia alla Commissione Europea
Durante la conferenza stampa, Mantovano ha sottolineato l’importanza di un coinvolgimento diretto della Commissione europea nel procedimento svizzero, evidenziando che «esistono numerosi precedenti di costituzione di parte civile da parte di istituzioni europee in casi di cooperazione giudiziaria». Il sottosegretario ha aggiunto che, oltre agli interessi economici, vi sono ragioni di maggiore rilievo che giustificano la presenza della Commissione come rappresentante degli interessi dei cittadini europei coinvolti nella tragedia.
Mantovano ha inoltre annunciato l’intenzione del governo italiano di promuovere un coordinamento con altri Paesi dell’Unione europea i cui cittadini sono stati vittime o feriti nell’incendio di Crans-Montana. Tale coordinamento avrebbe il compito di affiancare le autorità svizzere nel rispetto della legislazione locale, tutelando i diritti dei danneggiati.
L’impegno dell’Avvocatura dello Stato per Crans Montana
Parallelamente, l’Avvocatura dello Stato si sta attivando per preparare la costituzione di parte civile dell’Italia nel procedimento giudiziario. Lo ha confermato lo stesso Mantovano, che ha evidenziato la volontà del governo di sostenere con tutti gli strumenti legali a disposizione la tutela delle vittime italiane.
Nel corso della conferenza stampa con le famiglie delle vittime di Crans-Montana, l’avvocato generale dello Stato, Gabriella Palmieri Sandulli, ha dichiarato che “la nostra presenza”, costituendoci parte civile, “non è solo formale, ma sostanziale”. Ha aggiunto che le famiglie devono sapere “di non essere sole: questo è il senso della nostra presenza. Il segnale deve arrivare chiaro e forte: noi siamo con le famiglie. Come ha fatto Francia”.






