Crans-Montana, 9 marzo 2026 – Prosegue l’inchiesta sulla strage di Capodanno al Constellation, il discobar di Crans-Montana dove la notte del 1° gennaio un incendio ha causato la morte di 41 persone e il ferimento di altre 115. Dopo le prime indagini, emergono nuovi sviluppi con l’iscrizione di altri cinque indagati, tra cui il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud.
Crans-Montana: nuove indagini e indagati di rilievo
Tra i nuovi indagati figurano personaggi chiave dell’amministrazione comunale: il sindaco Féraud, il responsabile della sicurezza pubblica Christophe Balet, il predecessore Ken Jacquemoud, oltre a Kévin Barras, consigliere con deleghe sulla sicurezza, Pierre Albéric Clivaz, Rudy Tissières e Baptiste Cotter, tutti coinvolti nei controlli tra Crans e Chermignon. Le accuse contestate comprendono incendio, omicidio e lesioni colpose.
L’evoluzione dell’inchiesta e il coinvolgimento delle famiglie
I vari interrogatori di Moretti e di alcuni collaboratori ha fatto emergere dettagli significativi: il discobar non era sottoposto a controlli regolari, l’impianto di ventilazione non era mai stato ispezionato e gli estintori presenti non furono utilizzati durante l’incendio, con cartelli di segnalazione inadeguati. Moretti ha respinto ogni accusa, sostenendo che eventuali responsabilità potrebbero ricadere sul Comune o su altri enti.
Intanto, la Procura di Roma ha avviato un’indagine parallela per omicidio colposo plurimo, incendio e lesioni aggravate, disponendo il sequestro dei telefoni cellulari delle vittime italiane per analizzare immagini e conversazioni utili a ricostruire la tragedia. Le famiglie delle vittime italiane si stanno coordinando per individuare un unico legale in Svizzera che le rappresenti nel procedimento.
L’inchiesta si arricchisce così di nuovi elementi e coinvolge un ampio spettro di responsabili, dalla gestione del locale alle autorità locali, chiamate a rispondere delle gravi omissioni nei controlli di sicurezza.






