Sale a 41 il bilancio delle vittime della tragedia avvenuta a Crans-Montana, nel Cantone Vallese, a seguito dell’incendio scoppiato all’interno del locale “Le Constellation” la notte di Capodanno. La procura svizzera ha confermato la morte di un diciottenne svizzero, ricoverato presso un ospedale di Zurigo, portando così il totale dei decessi a 41, mentre i feriti risultano essere 115, molti dei quali minorenni.
La tragedia di Crans-Montana e le sue conseguenze
Il rogo ha colpito una delle località più rinomate della Svizzera, conosciuta per essere una meta prediletta del jet-set internazionale e per la sua vivace vita notturna, specialmente nella stagione invernale. Crans-Montana, situata a 1.495 metri di altitudine e con una popolazione di circa 10.500 abitanti, è nota anche per le sue infrastrutture turistiche e sportive, tra cui 140 km di piste da sci e numerosi eventi internazionali.
L’incendio ha scatenato un’ondata di sgomento e preoccupazione nella comunità locale e tra i residenti stranieri, in particolare gli italiani che possiedono seconde case in zona. Una mobilitazione di circa 250 italiani, guidata da tre avvocate milanesi, ha portato all’invio di una lettera all’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, con la richiesta di giustizia, regole più rigorose e maggiore sicurezza. Gli italiani residenti a Crans-Montana denunciano mancanze gravi nelle misure di sicurezza del locale, come uscite di emergenza inutilizzabili, assenza di sistemi antincendio efficaci e personale non adeguatamente formato.
Reazioni e mobilitazione della comunità italiana
Le avvocate Vittoria Giustiniani, Federica Viviani e Alessandra Pandarese hanno sottolineato come la comunità italiana sia pronta a lasciare la località se non si assisterà a un cambiamento concreto nella gestione della sicurezza e nella trasparenza delle indagini. Critiche sono state mosse anche alla gestione giudiziaria, ritenuta lenta e poco rigorosa, con accuse di superficialità negli accertamenti, in particolare nelle autopsie effettuate sulle vittime.
La mobilitazione si concentra non solo sulla ricerca di responsabilità penali, ma anche sulla necessità di un risarcimento reale per le vittime e le loro famiglie, affinché si possa garantire un sistema di prevenzione efficace e una giustizia che non si limiti a un semplice accertamento astratto delle responsabilità.
Intanto, a Zurigo, dove il giovane deceduto era ricoverato, si continua a monitorare la situazione sanitaria dei feriti gravi, mentre le autorità proseguono le indagini per chiarire le dinamiche della tragedia e prevenire futuri incidenti simili.






