Milano, 11 febbraio 2026 – Proseguono le indagini sull’incendio che ha devastato il locale Le Constellation a Crans-Montana, nel Canton Vallese, causando la morte di 41 giovani e il ferimento di 115 persone, quasi tutte minorenni. La Procura di Roma ha disposto il sequestro probatorio dei telefoni di tutte le vittime italiane coinvolte nella tragedia, per acquisire dati e immagini utili alla ricostruzione dei fatti.
Crans-Montana: sequestro dei telefoni e indagini in corso
Il pubblico ministero romano Stefano Opilio, titolare del fascicolo per disastro colposo, omicidio plurimo colposo e lesioni aggravate, ha avviato una complessa indagine forense sui cellulari delle vittime. Si ritiene che le informazioni contenute nelle chat e nei video registrati nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio possano fornire elementi fondamentali per chiarire le dinamiche dell’incendio scoppiato all’interno del locale, una delle località più esclusive del comprensorio sciistico di Crans-Montana.
Parallelamente, a Sion si è svolto l’interrogatorio riservato di Jacques e Jessica Moretti, proprietari del locale, indagati per la strage. È emerso che gli estintori presenti nel locale non sono stati utilizzati durante l’incendio poiché “tutti pensavano solo a scappare”, come ha dichiarato Moretti. Inoltre, le perizie tecniche hanno rilevato l’assenza di cartelli catarifrangenti per segnalare gli estintori, un fatto confermato dallo stesso Moretti che ha spiegato come i cartelli si staccassero facilmente e quindi non fossero visibili.
Rinunce alla prescrizione e sviluppo dell’inchiesta
Il Comune di Crans-Montana e i coniugi Moretti hanno rinunciato al beneficio della prescrizione per risarcire le vittime, anche se le responsabilità civili per alcune irregolarità commesse fino a dieci anni fa potrebbero essere cadute in prescrizione. Tale gesto è stato interpretato come un segnale di attenzione verso le vittime e i loro familiari. La Procura cantonale di Sion ha inoltre accolto la richiesta di assistenza giudiziaria avanzata dai pm italiani, permettendo un accesso diretto agli atti e alle prove raccolte.
Nel frattempo, l’interrogatorio di Moretti si è svolto in un’aula gremita di avvocati e ha rivelato che l’impianto di ventilazione del locale non è mai stato sottoposto a controlli ufficiali da parte delle autorità comunali o cantonali. Questa circostanza è al centro delle indagini che potrebbero estendersi ad altri soggetti oltre ai coniugi Moretti.
L’attenzione resta alta anche sul fronte giudiziario: Jacques Moretti è stato scarcerato dopo il pagamento di una cauzione di 200mila franchi, una decisione che ha suscitato reazioni dure in Italia, con la premier Giorgia Meloni che ha definito la scarcerazione “un oltraggio alla memoria delle vittime”. Gli indagati sono sottoposti a misure cautelari quali divieto di espatrio e obbligo di firma e continueranno a collaborare con le autorità.
Intanto, a livello umano, si è svolto a Sion un incontro riservato tra i Moretti e Leila Micheloud, madre di due ragazze ferite nella tragedia, un momento segnato da intensa umanità e semplicità.
La vicenda di Crans-Montana, località rinomata per lo sci alpino e gli eventi internazionali, continua dunque a scuotere la Svizzera e l’Italia, mentre prosegue il faticoso lavoro per fare piena luce su una tragedia che ha segnato molte famiglie.






